Viaggiare non è mai abbastanza.

Namibia 2019: Diario di Viaggio – Day 7 (Prima Parte)

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Sono solo le 5.30 di mattina ma al campeggio dei poveri sembra siano le 6 del pomeriggio. Perché? Perché chi alloggia qui ovviamente non può perdersi l’alba sulle dune più famose della Namibia!!

L’unica cosa bella del nostro campeggio è proprio questa, poter entrare nel parco un’ora prima di tutti quelli che alloggiano nei tanti resort all’esterno.

Tutti quindi, noi compresi, si stanno preparando a partire per percorrere il lungo serpentone d’asfalto che conduce alle dune più famose del mondo.

C’è chi è in ritardo e corre verso i bagni per prepararsi, chi si è svegliato con largo anticipo e sta smontando la tenda con calma e chi, come noi, non avendo nulla da smontare parte tra i primi per assicurarsi un po’ di solitudine sulle dune.

L’idea era scalare la duna Big Daddy e poi scendere a Deadvlei ma, visto il mezzo infarto di ieri sera, decidiamo che non è il caso di rischiare ed andiamo sulla duna 45.

Arriviamo al parcheggio e… non siamo i primi. Ma com’è possibile? Siamo partiti all’apertura dei cancelli.

Non avremo mai la risposta a questo mistero quindi non ci resta che accodarci alla processione di gente che si appresta a scalare la duna 45.

C’è parecchio vento e camminare sulla sabbia, con il vento contrario, non è un’impresa così semplice.

Tuttavia con qualche piccolo stop riusciamo anche noi a conquistare la vetta.

Lo spettacolo è bellissimo ma…quante persone ci sono?!

E menomale che eravamo partiti presto per poter godere di un po’ di solitudine!

La luce dell’alba comunque rende tutto magico e riesce a farci apprezzare questa meraviglia nonostante ci sia troppa gente per i nostri gusti.

 

dune namibia

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Con non troppo dispiacere torniamo sui nostri passi e facciamo amicizia con un ragazzo di Padova che sta viaggiando con Avventure nel mondo.

Ci racconta del viaggio che stanno facendo tra Botswana, Namibia e Sudafica, il tutto in 3 settimane.

Hanno un pullman che li porta in giro, un coordinatore e dormono in tenda.

Resto leggermente basita, come riescono a fare 3 paesi così grandi in così poco tempo? Noi facciamo soltanto la Namibia in due settimane e mezza.

A quanto pare la mania di mettere le bandierine non c’è soltanto per gli USA ma anche per l’Africa!

Vedono soltanto le cose principali, dormono una notte in ogni posto e hanno qualche ora a disposizione in ogni posto dove si fermano.

Eccezion fatta per Sossusvlei ovviamente, al luogo più famoso della Namibia possono dedicare qualche ora in più, potendo ripartire addirittura a metà pomeriggio.

Fantastico direi, sarebbe proprio il nostro viaggio ideale…ma anche no!!

Salutiamo il nostro nuovo amico, deve risalire sul pullman per andare a vedere Deadvlei, il tempo stringe.

Noi invece non abbiamo alcuna fretta, svuotiamo le scarpe e diamo un’ultima occhiata alla duna 45 e alla gente che sta iniziando ora a scalarla.

 

dune namibia

 

Risaliti in macchina ripartiamo con tutta la calma del mondo. Un Hip Hip Hurra per i viaggi indipendenti!!

Per arrivare a Deadvlei, una volta finita la strada asfaltata, ci sono due possibilità: percorrere gli ultimi 5 chilometri sulla sabbia oppure parcheggiare al comodissimo parcheggio e prendere la navetta.

Sul nostro contratto di noleggio c’è scritto in tutte le lingue del mondo che percorrere quella strada con il camper è vietatissimo quindi, con buona pace dello scalpitante Luca, parcheggiamo e andiamo a prendere i biglietti per la navetta.

Ancora non sappiamo che stiamo per vivere i momenti più divertenti della vacanza. :4_joy:

Usciamo dalla biglietteria e ci mettiamo in fila per prendere la navetta finchè, poco distante, ne arriva un’altra.

Li non c’è nessuno che aspetta perciò, da bravi italiani furbi, usciamo dalla nostra fila e saliamo insieme ad altra gente su quella appena arrivata.

“Luca siamo geniali hai visto?? Gli altri sono ancora li che aspettano una navetta che deve ancora arrivare, noi invece siamo già a bordo di questa!!”

La nostra navetta però ha tutto fuorchè l’aspetto di una navetta standard. Si tratta praticamente di un trattore a cui è agganciato un coso per trasportare tante persone.

Un coso per trasportare tante persone? :4_joy: Ok, forse è meglio se ve lo mostro, questo è il coso.

 

dune namibia

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Un sacco di persone salgono sulla nostra strana navetta ma ben presto ci rendiamo conto che sono tutti tedeschi e, quando a bordo sale una guida, capiamo di aver sbagliato qualcosa.

Parlando piano lo faccio notare a Luca.

“Peruz…. Mi sa che siamo finiti in mezzo a una comitiva di tedeschi…”

“Shhhh Giò, non parlare, dobbiamo mimetizzarci. Tu sei bionda no? Al lago di Garda ti scambiano sempre per una tedesca… dobbiamo solo evitare di parlare!!”

L’imbarco della comitiva finisce e, chiuse le “porte”, la navetta parte.

Nel frattempo, di quella che avremmo dovuto prendere noi, ancora nessuna traccia.

“Visto Giò che abbiamo fatto bene a salire qua? Noi siamo già partiti mentre gli altri stanno ancora aspettando!!”

Nessuno sembra far caso noi… forse è vero che tra i tedeschi mi mimetizzo bene!

La guida inizia a parlare al gruppo e qui abbiamo la certezza che è proprio di questo che si tratta, una grossa comitiva di tedeschi.

Età media? Sui 70 anni. Giovani ce ne sono ben pochi, noi ed altri 3 o 4.

“Peruz, noi siamo i nipotini e questi due seduti di fronte a noi i nostri nonni!!”

Nostro nonno ci guarda e ci sorride, capirà mica l’italiano vero? 

“Ma no Giò, tu poi parli dialetto veneto, mica Italiano. Anzi, per fare un buon lavoro dovresti parlare tedesco!”

Sicuro Peruz, sai che cosa ho fatto stanotte invece di dormire? Ho imparato il tedesco. :4_joy:

I 5 chilometri scorrono via veloci grazie al panorama meraviglioso e alla comicità di tutta la situazione ma, onde evitare di farci scoprire, appena la navetta arriva a destinazione scappiamo via alla velocità della luce.

Adesso però abbiamo altro a cui pensare, trovare la strada per Deadvl…. Anzi no, credo che ci basterà seguire il lungo serpentone di persone che sta andando proprio in quella direzione.

Siamo finiti a Rimini a ferragosto?

Poco male, quando arriviamo a destinazione dimentichiamo ogni cosa: dimentichiamo l’affollamento, il caldo soffocante, tutto.

Ma dove siamo finiti? Che meraviglia è mai questa?

 

dune namibia

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Deadvlei è davvero uno di quei posti da togliere il fiato e, proseguendo un pochino, si riesce anche a godere di un po’ di solitudine.

La maggior parte dei turisti infatti si ferma all’inizio noi invece arriviamo proprio fino alla fine, dove non ci va quasi nessuno.

Non andrei più via, cammino di qua e di la, faccio milioni di foto con la macchina fotografica e col cellulare e poi, non contenta, tiro fuori anche la gopro per fare qualche video.

Sono completamente rapita, talmente tanto che nemmeno mi accorgo che Luca è sparito.

Dove sarà andato?

Quando lo vedo mi viene da ridere…il mio mister odio il caldo è andato a cercare ombra, evidentemente  ha caldo nonostante oggi abbia deciso di vestirsi interamente di bianco per evitare di attirare i raggi del sole.

Ve lo giuro, era vestito di bianco proprio per questo.

 

dune namibia

Lo vedete nascosto nell’ombra?

Lo chiamo e lo costringo a fare qualche selfie con la gopro così, dopo qualche sbuffo, ne esce qualcuna di decente.

Dai Luca, mica avrò speso tutti sti soldi per comprare la gopro e poi non utilizzarla, no?!!

 

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Finiamo il book fotografico e decidiamo che è ora di tornare sui nostri passi, fa davvero caldo e la pancia inizia a brontolare.

Ci avviamo quindi verso il parcheggio, dando un’occhiata anche alla Big Daddy, la duna che avremmo dovuto scalare stamattina.

Luca mi dice che lui non avrebbe avuto problemi a scalarla (avevate dubbi?) mentre io ringrazio il cielo di non averlo fatto, sarei finita col morire troppo giovane.

Ho superato i 30 ormai, certe cose è meglio lasciarle ai giovani. 

Nel frattempo copriamo le poche centinaia di metri che ci separano dal parcheggio ed arriviamo giusto in tempo per prendere la navetta.

Quella giusta stavolta…………… o almeno così pensiamo…..

 

To be Continued!

 

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