Viaggiare non è mai abbastanza.

USA 2018: Diario di viaggio – Day 19

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E’ l’ultimo giorno di vacanza, l’ultimo giorno in America. :cry:

Stavolta so già che l’anno prossimo le vacanze non saranno negli USA, Luca mi accontenta da 3 anni e adesso è arrivato il momento di accontentare anche lui.

Probabilmente è per questo che, quando mi sveglio, sono talmente triste che quasi mi viene da piangere. Come posso immaginare una vacanza che non sia negli States dopo questi 3 magnifici viaggi?

Nel frattempo si sveglia anche Luca che, ancor prima di salutarmi, mi chiede se sono in lutto.

Certo che sono in lutto!! Come potrei non esserlo? :mad:

Lui invece fa spallucce e, come al solito, mi dice  che anche stavolta lui torna a casa volentieri, il suo amato ufficio lo aspetta.

“Dai Giò, dovresti essere contenta anche tu, avrai così tante cose da scrivere sul tuo blog!!”

Io lo guardo malissimo, come posso essere contenta di lasciare Las Vegas? E’ impossibile.

Ci prepariamo e poi andiamo nella stanzetta delle meraviglie un ultima volta.

E’ mattina perciò non posso affogare il mio dispiacere nello champagne. Proviamo ad affogarlo nella hot chocolate?

No, non ha decisamente lo stesso effetto.

Finita la colazione ci aspetta un duro lavoro, preparare i bagagli.

E’ un lavoro lungo, talmente lungo che quando abbiamo finito portiamo le valigie in macchina e facciamo il check out, non prima di fare un’ultima foto panoramica dalla finestra della stanza.

 

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E’ arrivato il momento dell’ultimo pranzo, che decidiamo di fare in un ristorante dell’Aria.

Prendiamo un Hamburger e una fritturina di pesce, una bibita fresca per lui e un margarita per me.

Mi sembra quasi di essere un condannato a morte, ho la sensazione di poter gustare tutto ciò solo un’ultima volta. :megalol: :megalol:

 

america

 

l pranzo è molto buono ma finisce troppo presto quindi, con il cuore che piange, andiamo al parcheggio e saliamo in macchina, pronti a percorrere i pochi chilometri che ci separano dall’aeroporto.

Restituiamo la nostra Atlas, la migliore tra le macchine dei nostri on the road. L’unico problema? E’ stata una spugna, tanto da farci spendere tantissimo in benzina.

Arriviamo al desk, facciamo il check in e ci accorgiamo che… il volo è in ritardo di due ore.

Nooooooo!!

Come abbiamo potuto essere così stolti da non controllare? Potevamo stare due ore in più a Las Vegas!!

Alla fine il volo partirà con più di 3 ore di ritardo, mandando all’aria tutti nostri piani.

Visto lo scalo lungo avevamo in programma di fare un giro a Londra (già vista da entrambi), programma andato letteralmente in fumo e trasformatisi in una noiosissima attesa a Gatwich.

Così, dopo un’attesa che sembra infinita, riusciamo finalmente a salire sul secondo aereo, quello che ci riporterà a Venezia.

Ed è li, quando l’aereo tocca il suolo italiano, che mi rendo conto che questa vacanza è davvero finita.

Sono tristissima e tento di consolarmi pensando all’unica cosa che mi tirerà su di morale: Dove potrei andare in ferie l’anno prossimo?! :grin: :grin:

 

Cosa mi resterà di questo viaggio?

Di questo viaggio non mi resteranno solo i luoghi ma anche le emozioni: trovarsi faccia a faccia con un’orso, commuoversi al Mount Rushmore, essere finalmente ad Aspen, come sognavo da una vita. :wub:

L’America, anche questa volta, non mi ha deluso.

L’ho amata in ogni luogo, in ogni momento, in ogni cittadino americano, sempre gentilissimi e pronti a darti una mano.

La Real America è forse quella più vera, lontana dall’America più conosciuta, ad eccezione forse del parco di Yellowstone.

Ecco, Yellowstone. Adesso, ad anni di distanza, mi manca.

E, se penso ai parchi americani, è il secondo a venirmi in mente, subito dopo il mio amatissimo Grand Canyon, e mi emoziono al solo pensiero.

A proposito di emozioni… l’anno successivo sono stata in Namibia, quest’anno in Islanda, entrambi bellissimi viaggi.

La domanda più gettonata, al mio ritorno, è stata ogni volta: allora Giò, meglio l’Africa o l’America? Meglio l’Islanda o l’America?

Non vi svelo la risposta visto che tra poco inizierò il diario sul nostro fantastico viaggio in Namibia.

Anche se, chi mi conosce, forse la risposta a quella domanda la immagina già. :D

A prestissimo!!!

 

Ah aspettate…le tradizioni!! Non posso non concludere con le foto dei posti che più mi sono rimasi nel cuore!!  Vorrei metterli tutti ma mi limiterò! :D

 

america

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