Viaggiare non è mai abbastanza.

USA 2018: Diario di viaggio – Day 9

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Oggi la sveglia è impostata più tardi del solito, alle 7.30, tanto abbiamo solo due tappe, Rushmore e Badlands.

Peccato che per una volta che io lascio dormire il povero Luca ci pensi qualcun altro a svegliarlo: i vicini della camera accanto, quelli della camera sopra di noi, altri che accendono la macchina e caricano i bagagli davanti alla nostra porta.

Quando mi sveglio mi racconta che, dalle 5 , non è più riuscito a chiudere occhio. Di cosa sono fatti i muri della stanza? Carta velina? 

Io mi dispiaccio per lui e impreco contro l’hotel ma non vi nego che, dentro di me, ho pensato che, almeno per una volta, è toccato a lui vedere me dormire anziché il contrario.

Sono una persona cattiva? :megalol:

La nebbietta questa mattina ha lasciato il posto a minacciose nuvole nere e fa davvero freddo. Ci mettiamo i pantaloni lunghi? Ma ovviamente no! Chi lo sopporta sennò il caldo delle Badlands oggi pomeriggio?!

Arriviamo al Rushmore, mostriamo il ticket di ieri sera (è valido per un anno), e iniziamo la nostra visita. Purtroppo il President trail è per metà chiuso quindi dobbiamo accontentarci di farne solo un pezzo e tornare indietro.

Io ho ancora negli occhi la cerimonia della sera prima e stare qui, davanti ai faccioni dei presidenti, è un’emozione unica.

Vedere il Rushmore è sempre stato uno dei miei pallini ma per ovvi motivi non avevo mai potuto inserirlo negli itinerari precedenti.

Essere qui è davvero un sogno che si realizza e sono al settimo cielo, chi se ne frega delle nuvole!

 

mount rushmore

rushmore

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Lasciare il Rushmore mi dispiace veramente ma abbiamo ancora tanta strada da fare e non possiamo proprio trattenerci oltre.

Dopo una sosta al walmart di Rapid city ci dirigiamo verso le Badlands.

Abbiamo deciso di entrare nel parco attraverso la Sage Creek Road, un facilissimo sterrato che ci porterà nel cuore del parco.

Nel frattempo il meteo inizia a migliorare, speriamo!

 

badlands

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badlands

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Pranziamo in una piacevolissima area picnic e iniziamo a esplorare questo fantastico parco nazionale troppo sottovalutato.

Ci fermiamo nei vari punti panoramici e facciamo un miliardo di foto. E’ davvero bellissimo, sembra di essere finiti su un altro pianeta.

 

badlands

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Nel frattempo esce il sole ma del tanto temuto caldo delle Badlands nemmeno l’ombra.

Ci sono neanche 30 gradi, una temperatura perfetta per affrontare il Notch  trail, la cui partenza è vicinissima al Ben Reifel Visitor center.

Riuscire a fare il trail alle 3 del pomeriggio, senza morire di caldo, mi fa dimenticare che il sole è come sempre offuscato dalla nebbia maledetta.

Almeno una cosa buona l’hai fatta brutta nebbiaccia!

Iniziamo il sentiero ma, una volta arrivati alla famosa scala, ci troviamo davanti a un incidente accaduto da poco.

Una povera signora, scendendo, si è fatta davvero male, rompendosi probabilmente la caviglia.

Ovviamente in men che non si dica arrivano 3 ranger muniti di barella, la medicano e la trasportano al più vicino medical center.

Ma quanto sono efficienti sti americani?!

Non vi dico con quale spirito sono poi salita su per la scala. :megalol: 

La scala in realtà è semplicissima se rapportata a quelle del Bandelier dell’anno prima e riesco a salire e poi scendere senza problemi.

Per nostra fortuna, uno volta in cima alla scala, seguiamo una coppia di locals che ci fa addentrare anche in posti davvero bellissimi fuori dal sentiero.

 

badlands

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Torniamo all’auto che siamo contentissimi, non abbiamo patito minimamente il caldo e il trail ci è piaciuto tanto. 

Dopo un giretto al visitor center ci avviamo verso il nostro motel di Interior, il Badlands Budget Host, che a un prezzo ragionevolissimo ci da una sistemazione comodissima al parco e più che dignitosa.

Parcheggiamo, scarichiamo i bagagli e entriamo in camera, lasciando la porta aperta per far passare un po’ d’aria.

Ci sediamo sul letto e stiamo chiacchierando amorevolmente quando, dentro la stanza, entra un uccello.

Si, proprio un uccello.

Non un uccellino piccolo e carino ma uno di quelli neri e giganti che tanto odio. L’essere plana proprio vicino al letto, accanto a me che per poco non faccio un infarto.

Non me ne rendo conto ma tiro un urlo talmente forte che probabilmente l’avete sentito anche voi qui in italia.  

L’uccello gigante quindi, forse spaventato dalla mia voce, prima zampetta timidamente verso l’uscita  e poi vola finalmente fuori dalla porta.

Luca è piegato in due dalle risate e, invece di chiedermi se sto bene, mi chiede se quello mi pare il modo di spaventare gli uccelli…….Meglio censurare cosa gli ho risposto. :megalol:

Ancora ridendo ci prepariamo per la cena.

Nella ridente Interior la scelta non è molta quindi decidiamo di andare nell’unico locale decente presente in paese, il Wagon Wheel Bar.

Avete presente, nei film western, la scena in cui il forestiero fa il suo ingresso nel saloon?!

Ecco, noi eravamo i forestieri.

Prendiamo una pizza, beviamo birra e margarita e usciamo che puzziamo come non mai.

Siamo stati fritti e non ce ne siamo accorti?! L’odore è allucinante.

Torniamo in camera, ci facciamo la doccia e andiamo a letto stanchi morti con la nostra camera che puzza tremendamente da fritto.

Non invidio i poveretti che dormiranno qui domani sera!! :grin: 

 

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