Viaggiare non è mai abbastanza.

USA 2018: Diario di viaggio – Day 7

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Oggi lasciamo Yellowstone, siamo un po’ tristi ma comunque contenti, abbiamo visto tutto quello che c’era da vedere e stiamo per iniziare altre avventure meravigliose.

Alle 6 siamo in piedi ma guardando fuori dalla finestra vediamo che è tutto completamente avvolto dalla nebbia.

Vabbè, poi si alzerà sicuramente.

Prepariamo le valigie e saliamo per l’ultima volta in ascensore. 

L’ascensore più lungo della storia, non parte più. Sta forse tentando di farci restare qua?

Seccata guardo Luca, ma quanto ci mette sto ascensore? Abbiamo un sacco di strada da fare! Lui sghignazza e mi chiede se ho premuto il bottone.

 …………ehm….no!!!

Ottimo, iniziamo bene la giornata. :grin: 

Carichiamo la macchina e andiamo a fare il check out, Luca mi aspetta in macchina e entro io. Accedono alla prenotazione ma stranamente vogliono di nuovo la carta di credito con cui è stato effettuato il pagamento e anche il proprietario per firmare.

Esco e chiamo Luca che sbuffando scende dalla macchina, consegna la carta all’impiegata e gli viene rilasciata la ricevuta.

Bene, finalmente possiamo partire. Che tristezza lasciare Canyon!

Luca parte e io nel frattempo do una controllata alla ricevuta. Ma che roba è questa? L’importo è minore di quello che avremmo dovuto pagare, le notti sono 2 e non 4. Com’è possibile? 

Lo dico a Luca che mi dice di non preoccuparmi, se paghiamo meno è meglio no?!

“Luca ma… se tornassimo indietro a chiedere spiegazioni? “

“Non se ne parla proprio”” mi dice lui “perdiamo troppo tempo, non mi sono mica alzato alle 6 per fare avanti e indietro dall’hotel!”

 Io non sono convinta, controllo e ricontrollo la ricevuta, è troppo strano.

Alla fine, a forza di guardarla, capisco qual’è il problema: ci hanno addebitato la stanza di un’altra persona!

Ma che casino ha fatto l’impiegata? A questo punto intimo a Luca di tornare indietro, dobbiamo chiarire tutto altrimenti la nostra stanza risulterà non pagata.

Torniamo in hotel e sventoliamo la ricevuta sbagliata in faccia all’impiegata. Non è la stessa di prima, quella se ne sta seduta in disparte a guardarci spaventata e a chiedersi come mai siamo tornati.

L’impiegata ci spiega che con la nostra carta è stata pagata un’altra stanza e che probabilmente la collega, finchè sono uscita a chiamare Luca per la carta, ha aperto un’altra prenotazione e si è dimenticata di rientrare nella nostra al momento del pagamento.

Bene, posso ucciderla? :mad: 

Purtroppo dobbiamo ripagare anche la nostra e i soldi scalati per la stanza precedente ci verranno ri accreditati in una decina di giorni.

Meno male che siamo tornati, vedi Luca che avevo ragione io?!

Ripartiamo, stavolta per davvero, per andare alla scoperta della Lamar Valley. Abbiamo perso mezz’ora, non è la fine del mondo, magari nel frattempo la nebbia si è alzata…..

E invece la nebbia non si è alzata per nulla e della Lamar Valley riusciamo a vedere davvero poco.

 

lamar valley

lamar valley

lamar valley

lamar valley

 

A un certo punto vediamo un gruppo di fotografi, che ci sia qualcosa di interessante? Scendiamo e andiamo a vedere ma di animali nemmeno l’ombra.

Vabbè, mollo a Luca la macchina fotografica e vado a fare la fila per il bagno.

Faccio amicizia con le altre ragazze in fila e iniziamo a chiacchierare: c’è chi sta aspettando il marito e chi il fidanzato, appostati la, senza risultato da più di un’ora.

Stanno aspettando dei lupi. Una di loro inizia a raccontarci di quanto sia pesante avere il marito fotografo, alzatacce all’alba e lunghi appostamenti.

Le dico che anche a me piace fotografare ma fortunatamente non sono così altrimenti Luca mi avrebbe già data in pasto ai lupi. :megalol: 

Le saluto e torno in macchina, Luca ha rinunciato all’appostamento dopo 30 secondi, faceva troppo freddo.

Lui si che è un fotografo provetto!

Gli racconto della chiacchierata e gli dico che è vero, in genere i fotografi sono uomini. Lui mi risponde che lo sa e che anche lui sarebbe un fotografo bravissimo. Il problema è che non ha voglia.

Eccolo, vi presento mister modestia!!:megalol: 

Ripartiamo, scambiamo un paio di sassi per orsi, e usciamo da Yellowstone.

La prossima tappa è la Beartooh Highway.

Mamma mia che strada spettacolare! E’ più lunga ma, per noi che adoriamo le strade di montagna, era irrinunciabile. E’ valsa ogni chilometro in più, il paesaggio ti stupisce ad ogni curva.

 

Beartooh Highway

Beartooh Highway

Beartooh Highway

Beartooh Highway

Beartooh Highway

Beartooh Highway

Beartooh Highway

Beartooh Highway

 

Fa un freddo assurdo ma chi se ne importa! Nel frattempo la foschia persiste e iniziamo a chiederci se se ne andrà mai.

Luca è felice, siamo in montagna e si diverte come un matto a guidare.

Questo finchè, sul nostro cammino, incontriamo due macchine che vanno a 40 all’ora.

Lui inizia ad imprecare, possibile che la gente non sappia guidare? Effettivamente la strada è larghissima e c’è poco traffico, anche io andrei più veloce.

Lui è spazientito e, alla prima occasione, le sorpassa. Non occorre che vi dica dove mi è finito il cuore vero? 

A mezzogiorno siamo a Cody, è ora di pranzo e ovviamente non possiamo perderci l’hotel storico Irma.

La domenica a pranzo c’è il Sunday lunch Buffet, con 15 dollari + bibite puoi mangiare tutto quello che vuoi, tra cui prime rib, ottimo pesce e una fornitissima scelta di dolci.

Abbiamo mangiato tanto e bene, consigliatissimo!!

 

 

irma cody

irma cody

irma cody

irma cody

irma cody

 

Risaliamo in macchina e ripartiamo, si va al Bighorn Canyon. A Luca è piaciuto tanto, a me invece, complice la foschia, non ha detto molto.

 

bighorn

bighorn canyon

bighorn canyon

 

Vale comunque la pena fermarsi se si è nei paraggi, è una piacevole sosta per spezzare il viaggio.

Verso le 17.30 arriviamo a Sheridan, la nostra tappa per la notte.

Nonostante le tante ore di guida la giornata non è stata per niente pesante, col senno di poi sono stata contenta non aver scelto Cody per dormire, sarebbe stata una tappa troppo scarica.

Non abbiamo voglia di prendere la macchina e siamo stanchi quindi ci accontentiamo di un fast food accanto all’hotel per la cena, tanto oggi abbiamo mangiato come dei re, la fame non è molta.

Siamo costretti ad uscire col giubbotto e il ragazzo del locale ci dice che da qualche giorno è stranamente freddo per gli standard di agosto e che forse è dovuto alla foschia persistente.

Foschia persistente…? Non ci sarà mica sta nebbiolina anche domani, vero…………?!?!:taptaptap:

 

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