Viaggiare non è mai abbastanza.

USA 2017: Diario di viaggio – Day 10

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Oggi è il giorno di Arches, uno dei parchi più fotografati ed amati degli Stati Uniti, e dell’Hells Revenge.

Ho letto molto del Delicate nei mesi precedenti alla partenza.

Non potendo immaginare il caldo afoso di Moab e nemmeno quanto fosse faticoso camminare su una roccia sotto il sole cocente, ogni volta mi chiedevo come mai una camminata sulla carta non troppo difficile fosse per tutti così sfiancante.

Oggi io e i miei polmoni abbiamo avuto la risposta visto che ho dovuto tirare fuori dal marsupio il mio caro amico Ventolin.

Sono asmatica e quel farmaco mi segue ovunque io vada da quando ero bambina ma da tanto tempo era fermo e inutilizzato.

Oggi invece, dopo la salitona, mi ha salvato dal finire a terra stramazzante e senza aria. Quindi si, ora capisco benissimo perché questo trail sia per tutti così sfiancante!

Alle 9 in punto siamo nel parcheggio del trail, è il giorno del centenario (25 agosto), c’è l’ingresso gratis ai parchi ed è già quasi pieno.

Il sole splende in cielo e fa molto caldo quindi ci muniamo di cappellino ed acqua e ci avventuriamo, insieme ad un altro miliardo di persone, sul sentiero che porta all’arco simbolo dello Utah.

 

 

Parte del sentiero è su un roccione che sembra infinito, senza un filo d’ombra e con un caldo che mi fa quasi rimpiangere le nuvole dei giorni scorsi. Ma no, sto scherzando, preferisco perdere un polmone su questa salita piuttosto di avere la solita nuvoletta di Fantozzi sopra la testa!!  :megalol:

Vista dalla foto la roccia non sembra molto pendente ma nella realtà lo è eccome e riuscire a “scalarla” è una grande conquista.

 

delicate arch trail

 

Il caldo ci toglie ogni forza ma riusciamo comunque ad arrivare alla meta.

Purtroppo c’è davvero tanta, troppa gente e nonostante l’arco sia davvero qualcosa di grandioso non riusciamo a gustarcelo come si deve.

E’ quasi impossibile muoversi dato l’affollamento, è una cosa davvero assurda. Ringraziamo il cielo di non aver scelto di venire al tramonto dato che in teoria è l’orario di punta.

Visto che ormai siamo arrivati fin qui, nonostante il parere contrario di Luca, faccio la fila per riuscire a fare la classica foto sotto all’arco.

Ci sono molte persone in attesa e dover aspettare chissà quanto per scattare sta benedetta foto non lo attira per niente ma per amor mio si sacrifica e aspetta sotto il sole che arrivi il mio turno.

Le foto riescono abbastanza bene ma quasi non mi si vede, quest’ arco, rapportato a un essere umano, è davvero enorme, molto più di quanto lo sembri in tutte le foto.

 

arches viaggia di più

 

Iniziamo ad essere insofferenti quindi leviamo le tende e ci avviamo di nuovo giù per il sentiero, in discesa va molto meglio.

Dopo pochissimo troviamo una famigliola italiana che ci fa sorridere.

Sono tutti e 4 seduti all’ombra su una roccia e la mamma tenta di spronare la ciurma ad alzarsi.

“Dai ragazzi andiamo, se ci alziamo tra 300 metri magari riusciamo anche a vederlo sto arco!!!”.

Il figlio però non è dello stesso avviso: “Ma no mamma no, io voglio restare qua, tra 300 metri ci sarà anche l’arco ma tra 20 metri c’è il sole, io ho caldooooo!!”.

La scena è esilarante, specialmente perché quel bambino mi ricorda molto qualcuno di mia conoscenza.

Anche Luca si mette a ridere, quel ragazzino e la versione bambina di lui, è il piccolo Luca!! :4_joy:

Andiamo avanti a ridercela per un po’ finchè sulla nostra strada incontriamo l’uomo nero.

Il personaggio indossa pantaloni lunghi neri, maglione nero e, ciliegina sulla torta, poteva forse mancare l’ombrello nero per riparasi dal sole?!

Non fa una piega visto che ci saranno qualcosa come 40 gradi all’ombra. Siamo piegati, su questo trail si vede proprio di tutto.

Quando arriviamo alla macchina ci scoliamo tipo 18 litri di acqua a testa, ma quanto caldo fa?? Il piccolo Luca aveva proprio ragione!! :megalol:

La prossima tappa è il Landscape arch, ovviamente nell’orario peggiore, quello in cui si dice sia quasi impossibile trovare parcheggio.

Questo non vale per Luca che mantiene anche negli USA la sua enorme dose di fortuna italiana. Arriviamo e si libera un parcheggio a 20 metri dall’inizio del trail, con lui è sempre così, ecco un altro dei tanti motivi per cui  me lo tengo stretto.

Scendiamo dall’auto e si soffoca, io che reggo il caldo sto abbastanza bene ma “Il Luca adulto” non è dello stesso avviso e si fa tutta la camminata sbuffando e cercando disperatamente un po’ di ombra che quasi non c’è.

 

 

Fa caldo ma non c’è troppa gente come poco prima al Delicate, l’affollamento qui è accettabile.

L’orario è quello giusto visto che a una certa ora del pomeriggio poi l’arco va in ombra ma, ciò nonostante, non restiamo particolarmente colpiti da nulla di ciò che ci circonda.

E’ inspiegabile ma abbiamo entrambi la stessa impressione, questa parte del parco non ci ha detto molto. Boh, saremo noi strani?

 

landscape arch

 

Torniamo sui nostri passi e finalmente è arrivata ora di pranzo.

Le aree picnic sono anche queste piene di gente, c’erano dubbi? I relativi parcheggi sono intasati ma al secondo tentativo Luca non si smentisce e trova posto.

Io scendo dalla macchina con uno scatto da velocista e vado ad occupare, prima che ce lo rubi qualcun altro, l’unico tavolo rimasto libero.

Il tavolo e le panchine ovviamente sono all’ombra e con gusto sbraniamo i nostri panini in compagnia di un sacco di scoiattolini.

Uno in particolare è sempre con noi ma ogni volta che tento di fotografarlo si gira dall’altra parte e appena metto via la macchinetta torna a guardarci.

Eh ma questo scoiattolo è proprio uguale a Luca!! Non bastava il piccolo Luca, oggi abbiamo incontrato anche il Luca scoiattolo!! :4_joy:

Sono li che me la rido da sola quando Luca mi dice di non prenderlo tanto in giro visto che anche io ho avuto il mio di scoiattolo, deve forse ricordarmi del mio egoscoiattolo, quello di Zion dell’anno prima?!

Lucascoiattolo:

 

Egoscoiattolo:

zion scoiattolo

 

Beh, il mio era molto più carino, no?! 😀

Rigenerati ci avviamo per terminare la visita di Arches.

Facciamo qualche sosta nei vari Viewpoint tra cui Balanced Rock.

Ci chiediamo come faccia a rimanere in piedi la parte sopra e cosa succederebbe ai poveretti li sotto se cadesse.

Per evitare di scoprirlo ce ne restiamo nel nostro angolino sicuro ben lontano dalla roccia, tentando di fare qualche foto con noi che sorreggiamo la pietra.

I risultati sono talmente sconfortanti che le prove di tutto ciò vengono immediatamente  rimosse dalla macchinetta.

 Ci accontentiamo quindi della foto classica, senza nessuno di noi 2 in mezzo a deturpare il paesaggio.

 

 

Proseguiamo poi fermandoci di tanto in tanto per qualche foto, il caldo diventa sempre più insopportabile e tutto ciò a cui riusciamo a pensare è la nostra stanza che ci aspetta con l’aria condizionata accesa e l’Hells Revenge al tramonto.

I panorami comunque non sono niente male ma anche questi, non so perchè, non ci rapiscono.

 

arches

park avenue arches

 

Una ultima sosta a Park Avenue e  al visitor center e torniamo in camera, sono le 3 e un paio d’ore di siesta ci stanno proprio bene visto che alle 17.30 abbiamo l’appuntamento per il nostro “giretto” del pomeriggio, l’Hells Revenge.

Quando arriviamo entriamo per firmare i documenti e ci comunicano che ci siamo solo noi, stasera sono tutti ad Arches a vedere il tramonto.

Ma è fantastico, abbiamo la guida tutta per noi e non dobbiamo stare ad aspettare nessuno.

Dan ci dice che il ritmo lo farà in base alle doti di guida di Luca…vi lascio immaginare la felicità del mio pilota al suono di queste parole.

L’esperienza è di quelle da incorniciare, Luca si diverte come un matto ed io pure.

L’Hells Revenge lo consiglio proprio a tutti, quelle macchinette vanno ovunque e non mi sono mai sentita in pericolo nonostante le pendenze a volte davvero notevoli.

 

hell revenge

hell revenge

hell revenge

 

I panorami sono incredibili, il sole inizia a scendere e Dan,  oltre a darci un sacco di aneddoti sulla zona durante la soste, si improvvisa anche fotografo.

E’ davvero preparatissimo e simpatico, siamo stati veramente fortunati a trovare lui.

 

hell revenge

hell revenge

hell revenge

hell revenge

hell revenge

hell revenge

hell revenge

 

Proprio sul percorso c’è un enorme impronta di dinosauro davvero ben tenuta, divenuta anch’essa un attrazione parte dell’Hells revenge.

Dan però conosce la storia completa, quella conosciuta solo dagli abitanti del paese.

Ci racconta del furto avvenuto qualche tempo prima e di come il fossile sia stato poi fortunatamente recuperato.

Per evitare ulteriori furti il comune di Moab ha così pensato bene di correre ai ripari e ha installato una telecamera posizionandola dentro ad un cespuglio.

Quale modo migliore per incastrare qualsiasi malintenzionato pronto a rubare il fossile?! Una signora controlla quotidianamente le riprese e la preziosa impronta così non rischia di essere rubata da nessun delinquente.

Il tutto funziona benissimo finchè, dopo un bel po’ di tempo, la signora addetta al controllo delle riprese inizia a lamentarsi, lei non ce la fa più, non riesce più a passare le giornate in quel modo.

Cosa ci sarà mai di difficile nel controllare che un fossile non venga rubato?!

Eh no, la parte difficile non è mica quella,  è stare a vedere tutto il giorno uomini che, cercando un posto dove svuotare la vescica, trovano nel cespuglietto con la telecamera il luogo ideale per farlo.

In parole povere, ci dice Dan, la signora non ce la fa più a guardare dick tutto il giorno e vuole essere sostituita. :4_joy:

La telecamera viene così oscurata, o almeno questa è la versione ufficiale, ancor’oggi non si sa se ci sia, in qualche altro cespuglio della zona, una videocamera e  qualche altra signora nascosta nell’ombra a guardare le riprese. :4_joy:

Questa purtroppo è l’ultima sosta dell’escursione, è ora di tornare a Moab, con grande anticipo rispetto alle 3 ore previste.

Dan ci spiega che il percorso dell’Hells Revenge è sempre quello ma vedendo che Luca non aveva nessun problema alla guida ha corso un po’ di più.

Luca si gonfia come un pavone e noi siamo contenti, anche se più breve correre di più è stato davvero divertente, Hells Revenge e guida quindi promossi!!

Prima di lasciarlo gli chiediamo consiglio su un buon messicano e lui ci consiglia il Fiesta Mexicana dove si mangia anche all’esterno.

Fatta, abbiamo il ristorante per la serata!

Il Fiesta Mexicana è IL ristorante messicano. Mangiamo come dei re, è tutto meravigliosamente buono e il mio margarita è meravigliosamente enorme.

Cosa posso volere di più?! Ah si, Luca, che a casa snobba sempre questo genere di cucina, mi dice che tornerebbe a Moab anche solo per mangiare di nuovo qui. Incredibile!!

 

fiesta mexicana moab

 

Con la pancia piena facciamo un giro per il paese e, contenti, ci facciamo la doccia e ce ne andiamo a letto.

Ah, per poco quasi mi dimentico le nostre impopolarissime considerazioni su Arches!

Che dire, siamo tra i pochi a non essere stati conquistati da questo parco.

Non è piaciuto molto ne a me ne a Luca, l’abbiamo trovato abbastanza piatto e senza paesaggi particolarmente interessanti.

Lo so che ci sono gli archi e che hanno milioni di anni ma boh, è uno dei pochi posti nel West dove non tornerei. C’era tanta, troppa gente  ma penso che questo abbia influito relativamente, semplicemente non è scattata la scintilla.

Di una cosa stasera siamo sicuri, se dovessimo tornare a Moab, non sarebbe per Arches.

Sarebbe invece per poter mangiare di nuovo in quel fantasmagorico ristorante messicano!!  😀

 

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