Viaggiare non è mai abbastanza.

USA 2017: Diario di viaggio – Day 12

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E’ il 27 di agosto, è caldo e fuori splende il sole, è già un enorme passo avanti rispetto ai 7 gradi e al tempo infame di un anno fa.

Oggi poi non abbiamo nessun giro a cavallo in programma quindi la giornata si preannuncia già di per sè molto migliore.

Purtroppo la pizza della sera prima si fa sentire e partiamo in ritardo sulla tabella di marcia.

Saltano così sia la Cathedral Valley che il trail nello slot canyon.

Ci ritroviamo perciò contemporaneamente senza il piano A e quello B.

Ci resta solo il piano C, la Globin Valley che mai mi aveva attirato in fase di programmazione. Eh vabbè, si fa quel che può, no? 

Ci fermiamo al market a fare un po’ di spesa e a cercare disperatamente un labello per le mie labbra disidratate.

Ne trovo solo una versione rosa fluo che nella disperazione più totale acquisto.

Lo metterò soltanto negli spostamenti in auto, mica voglio far ridere l’intero West americano!! :4_joy:

Con i viveri in saccoccia ci avviamo alla volta della Globin Valley.

Ci dispiace lasciare Moab ma siamo soddisfatti della visita e curiosi di vedere Capitol reef ed il Moonscape Overlook.

Durante il tragitto mi viene in mente che, secondo la cartina della zona, c’è una strada sterrata che collega la Globin valley ed il Moonscape overlook.

E’ la Little wild horse trail che poi si collega alla Factory butte road.

Lo dico a Luca e lui è entusiasta ma, non sapendo come sia la strada, gli propongo di farla solo dopo aver chiesto al ranger della Globin Valley se sia fattibile oppure no.

Lui accetta e accelera, io non sto bene e devo arrivare alla Globin Valley il prima possibile.

Il Visitor Center mi sembra un miraggio e, mentre io vado in bagno, luca si incarica di chiedere al ranger dello sterrato.

Quando torno nel mondo dei vivi lui è già uscito e mi riporta cosa gli è stato detto dal ranger, ossia che la strada è asciutta, non ci sono pericoli di flashfood ma ci vuole assolutamente un 4×4.

Gli chiedo se gli ha detto che non abbiamo una wrangler ma un normalissimo SUV 4×4 e mi assicura che si, gliel’ha detto ed il ranger gli ha risposto che col 4×4 possiamo provare a farla.

“Provare a farla? Sei sicuro? Non è pericolosa?”

Mi assicura che il ranger gli ha detto proprio così quindi, con qualche dubbio da parte mia, decidiamo che dopo la visita alla Globin Valley andremo alla scoperta di una nuova sterrata. 

La Globin Valley come da previsioni non ci dice nulla, quindi facciamo qualche scatto, un brevissimo giro in mezzo ai globin e via, ormai non vediamo l’ora di passare alla nostra prossima avventura.

 

Globin Valley

globin valley

 

Luca mi chiede se qualcuno che conosco ha mai fatto questa sterrata e io gli rispondo di no e che la cosa mi preoccupa.

Lui mi risponde che ci vuole sempre qualcuno che sperimenti per primo le cose, altrimenti non ci saranno mai nuovi percorsi interessanti.

Va bene, mi ha convinta, si parte.

Seguiamo le indicazioni del ranger e del nostro navigatore che stranamente sembra conoscere la strada. Che poi, è una strada questa? A me sembra più il letto di un fiume.

Proseguiamo per un po’ seguendo le tracce di chi ci ha preceduto.

Tutto sembra andare bene finchè iniziamo a trovare sempre più pietre.

Talmente tante che devo scendere per dare indicazioni a Luca su dove passare e talvolta devo pure prenderle di peso e spostarle per non rischiare di forare.

Il cellulare non prende, siamo in mezzo al nulla.

Se rimaniamo bloccati qui sono guai seri visto che l’assicurazione delle auto a noleggio non copre sugli sterrati.

Benissimo direi!!

Pensiamo più volte di tornare indietro ma il navigatore ci dice che mancano pochi chilometri alla destinazione.

Purtroppo non sappiamo ancora che il navigatore ha perso la ragione quindi continuiamo pensando che la meta sia vicina.

Luca, che non ho mai visto così preoccupato alla guida, è un fascio di nervi ed io ho i sudori freddi.

Inizio ad insistere sul tornare indietro ma lui non si vuole arrendere, il navigatore dice che ci siamo quasi!

Ci fermiamo ogni 100 metri a spostare qualche pietra e ad un certo punto sembra proprio che la strada sia sbarrata.

Torniamo quindi indietro di qualche metro finchè vediamo una strada laterale in salita.

Ok, sarà quella, sembra molto migliore di questa.

Il navigatore poi dice che tra 300 metri dovremmo essere arrivati… peccato che il navigatore veda solo la congiunzione con l’altra strada e non la nostra destinazione finale, quindi siamo tutt’altro che arrivati.

Stiamo per scollinare ma per farlo c’è un salto piuttosto alto con uno strapiombo di 10 metri affianco.

E’ evidente che la nostra auto è troppo bassa per farcela ma Luca non si vuole arrendere quindi mi intima di scendere e dargli indicazioni.

Io gli dico che non ce la farà mai ma lui ci prova una, due, tre volte e io per 3 volte di seguito me lo vedo giù per il burrone.

Sto quasi per mettermi a piangere e quando se ne accorge si rende conto che sta davvero esagerando ed è il caso di arrendersi e tornare indietro.

Anche tornare indietro comunque è un impresa tutt’altro che semplice, il fium…la strada è anche peggio fatta al contrario e quando finalmente vedo comparire la strada principale ringrazio Dio per esserne usciti sani e salvi.

Non scherzo quando dico che quei 5 minuti vicino allo strapiombo sono stati tra i peggiori della mia vita. 🙁

Due ore dopo, e con e 10 anni di vita in meno, siamo di nuovo alla Globin Valley ed io vorrei entrare al visitor center e strozzare il ranger.

Mi trattengo, un po’ perché non è il caso, un po’ perché ho il dubbio che Luca mi abbia volutamente tenuto all’oscuro delle vere parole del ranger.

Comunque è qui accanto a me e non giù per il burrone quindi non dico niente, scherziamo sul fatto che dopo due ore siamo ancora qui, alla Globin Valley, e proseguiamo per il Moonscape overlook.

Ovviamente quest’ultimo si raggiunge tramite sterrata e, dopo l’esperienza di poco prima, siamo un po’ dubbiosi sul farlo o meno.

Ci facciamo coraggio e, visto che siamo in zona, andiamo a vedere anche la Mars Desert station.

 

desert mars station globin valley

desert mars station globin valley

desert mars station globin valley

 

In giro non c’è un anima, sembra davvero di stare su Marte!!

Torniamo indietro, rientriamo sulla strada principale e dopo un po’ prendiamo la deviazione per il Moonscape Overlook.

E’ un posto fuori dal mondo, bellissimo e particolare, così diverso da tutti i posti visti fin’ora.

 

moonscape overlook globin valley

moonscape overlook globin valley

moonscape overlook globin valley

moonscape overlook globin valley

 

Siamo rapiti dal vuoto sotto di noi, siamo capitati sulla luna? :wub: 

Prima o poi però è sempre ora di tornare sulla terra quindi risaliamo nella nostra navicel…   macchina, ora ci aspetta Capitol Reef.

Facciamo una breve sosta all’oasi di Fruita, compriamo una tortina con cui fare colazione domani mattina e ci avviamo per la scenic drive con il sole che va e viene.

Fortunatamente troviamo la strada sterrata per Capitol Gorge aperta quindi la percorriamo tutta fino alla fine, facendo tantissime soste.

So che purtroppo molto spesso viene chiusa, in quel caso l’unica opzione resta farla tutta a piedi.

 

capitol reef

capitol reef

capitol reef

capitol reef

capra americana

strada capitol reef

 

Finita la visita ci avviamo verso la nostra sistemazione per la notte, il Rim Rock hotel.

Il programma per la serata è andare a vedere il tramonto al Gooseneck overlook.

Purtroppo però siamo davvero troppo stanchi quindi guardiamo un bellissimo tramonto visto dall’hotel e ci gustiamo una succosa bistecca ai tavoli del ristorante. 

Posto consigliatissimo!

 

tramonto capitol reef

 

Una volta a letto non posso fare a meno di pensare che il 27 agosto anche quest’anno non s’è smentito. Ce ne sono successe di tutti i colori.

Ci diciamo, appena prima di prendere sonno, che l’anno prossimo il 27 di agosto resteremo chiusi in casa.

Se come sembra le cose peggiorano anno dopo anno, cosa ci potrebbe capitare?!  Meglio non scoprirlo.

Bene, per dovere di cronaca, i nostri buoni propositi sono andati in fumo quando abbiamo deciso di tornare in America anche nel 2018.

Il 27 di agosto come al solito non si è smentito ma, per scoprire cosa ci è successo, dovrete aspettare il prossimo diario! 🙂

 

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