Viaggiare non è mai abbastanza.

USA 2016: Diario di viaggio – Day 14

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Sono le 2 quando vengo svegliata dalla musica a tutto volume della camera affianco.

E’ una specie di suite ed evidentemente hanno deciso di fare un festino visto che urlano e schiamazzano come fossero le 2 di pomeriggio.

Il rumore è assordante quindi guardo Luca che ovviamente…sta dormendo come un ghiro.

Perchè continuo a stupirmi?!  Il rumore non diminuisce e io inizio a diventare nervosa, proprio noi dovevamo beccare la camera con il rave party affianco?!

Fortunatamente nell’esasperazione ho il lampo di genio: i tappi per le orecchie dell’aereo!! Li metto e, anche se il rumore si sente comunque, dopo un po’ mi riaddormento.

Quando mi sveglio la mattina successiva chiedo subito a Luca se ha sentito qualcosa stanotte. Lui mi risponde di no, avrebbe dovuto sentire qualcosa?! Ah, povera me!! 

Facciamo i bagagli e lasciamo le chiavi, oggi si va a San Diego!!

Questa città inizialmente non era in programma ma poi è stata fortemente voluta da Luca perciò abbiamo deciso di cambiare piani: fare un giorno in meno a San Francisco per riuscire ad inserirla.

Mai scelta fu più azzeccata.

San Diego ci è piaciuta molto più di San Francisco, andrei a viverci anche domani!  

Il  traffico a Los Angeles  è scorrevolissimo, ne troviamo invece tanto in prossimità di San Diego.

Prendersela non serve a niente, l’avevo messo in conto visto che è la domenica del labor Day, e cerco di vederci il lato positivo: ho più tempo per ascoltare alla radio le canzoncine americane che mi piacciono tanto.

La nostra prima tappa è Point Loma, la strada per arrivarci è contornata ovunque da bandierine americane e c’è tanta gente pure qui.

La vista è impagabile e vedere per la prima volta un cimitero militare americano è emozionante.

 

cabrillo san diego

point loma san diego

cimitero san diego

cimitero americano

 

Finita la toccante visita ci dirigiamo verso hotel, finiamo questa vacanza con il botto visto che alloggiamo all’hard rock hotel a Gaslamp.

Avevo puntato subito questo hotel ma il prezzo era troppo alto per le nostre tasche quindi avevo prenotato altro, con cancellazione gratuita.

Ciò nonostante però non mi sono arresa e, di tanto in tanto, ho continuato a guardare se ci fosse qualche offerta. Avevo quasi perso la speranza quando un sabato pomeriggio ho aperto il sito e ho pensato di avere le allucinazioni. Ma che prezzaccio era?!

Per 2 giorni offrivano le suite a tariffe scontatissime e no, non era uno scherzo!!

Non ho perso nemmeno un secondo e con la rapidità di un giaguaro ho prenotato immediatamente, a meno di metà di quella che sarebbe stata la tariffa intera.

Sembro infantile se dico che in quel momento avrei fatto il balletto della felicità?! 

La scelta di alloggiare in centro e non muovere mai la macchina è stata azzeccatissima, a causa del weekend di festa il traffico in città è infernale.

Arriviamo, facciamo il check in, e io mi sento una specie di barbona.

Ma dove sono finite le ragazze viste fino ad ora qui in America?! Qui sono tutte in tiro mentre io ho pantaloncini a ¾ da trekking, una maglietta a maniche corte del secolo scorso, scarpe da ginnastica e perfino il marsupio.

Ok, posso scavare una fossa e buttarmici dentro? 

Visto che non si può mi accontento di rifugiarmi in camera, e qui la meraviglia. E’ stupenda!!

Ma torniamo all’ingresso…Qual era il motivo di tutta questa figaggine?!

Una festa in piscina, una di quelle feste super cool con selezione all’ingresso.

Una di quelle per cui la me stessa di 10 anni fa sarebbe impazzita. Eh si, adoravo questo genere di cose, è’ proprio vero che crescendo si cambia.

Visto che comunque la curiosità di vedere una festa del genere c’è e l’ingresso per gli ospiti dell’hotel è gratuito decidiamo di farci un salto.

Non prima di essermi cambiata ovviamente.

Metto un vestitino e quando arriviamo ci sembra davvero di essere finiti dentro a una festa universitaria.

Ci squadrano decidendo che il nostro abbigliamento è adeguato, poi ci chiedono un documento e ci danno un braccialetto.

Siamo dentro!!

Avete presente un film? Ecco, la musica è a tutto volume e la piscina è piena di giovani che giocano con degli enormi fenicotteri rosa gonfiabili, le ragazze sono scatenate e i ragazzi pompatissimi, tutti rigorosamente con il bicchiere in mano.

Restiamo soltanto un quarto d’ora e poi ce ne andiamo, con buona pace della vecchia me che probabilmente mi darebbe una martellata in testa. 

Forse siamo semplicemente troppo vecchi per queste cose e, anche se è stato bello vedere come si svolge una vera festa americana, non saremmo rimasti di più.

Torniamo in camera e faccio un record, mi cambio per la terza volta nel giro di mezzora.

Nel frattempo vedo che Luca sta gongolando e quando gli chiedo cos’ha mi dice che è fiero di se stesso perché grazie a lui ho cambiato idea su quel tipo di feste.

E per fortuna che chiama me Egogiò!!  

Bene, dopo l’ennesimo cambio d’abito siamo pronti ad uscire, prendiamo il traghetto per coronado e ne restiamo subito ammaliati.

Famiglie che passeggiano, anziani che giocano a carte e giovani che fanno grigliate in spiaggia (ecco, questo è il genere di divertimento che mi piace ora).

Non possiamo trasferirci qui?  No?   

coronado san diego

coronado

hotel coronado

coronado

coronado

coronado san diego

 

Il sole inizia a scendere e io inizio a congelare.

La genia ha pensato bene di uscire in pantaloncini corti e canotta.

Ma si, mi sono detta, siamo a San Diego, è inizio settembre, tutte le ragazze sono scollatissime, evidentemente non fa freddo di sera….. E fu cosi’ che mi trasformai in un cubetto di ghiaccio.

Ma no dai, non sono stata  così sconsiderata da non portare via nulla.

Il golfetto e una maglietta a maniche corte sono nella mia pochette, una pochette che sembra quella di Mary Poppins da quanta roba ci ho infilato dentro.

Ovviamente non posso cambiarmi per strada, non voglio farmi arrestare,  devo per forza aspettare di arrivare al ristorante dove l’aria condizionata è a mille.

Appena arrivata mi precipito direttamente in bagno apparendo come la peggiore delle incontinenti quando in realtà sono solo congelata…. Vabbè, qui non mi conosce nessuno, giusto?! 

Il ristorante scelto è il fornaio e, come prevedibile, l’italiano all’estero si rivela una delusione.

Lo avevamo scelto e prenotato da casa per la fantastica vista sulla baia e perché, dopo due settimane di America, pensavamo di avere voglia di una pasta.

Invece non è stato così, negli USA abbiamo sempre mangiato bene, chi l’avrebbe mai detto?!

Prima di prendere il traghetto di ritorno facciamo qualche foto e io scopro che in notturna le foto senza cavalletto vengono mosse.

Visto che il mio è rimasto in hotel mi accontento di quello che esce. Il cavalletto proprio non ci stava nella pochette di Mary Poppins, c’è un limite a tutto, no?

 

san diego skyline

san diego notte

san diego gaslamp

 

Il tragitto per ritornare in hotel è breve, gaslamp brulica di gente.

 

gaslamp

san diego gaslamp

 

Prima di andare a letto decidiamo di andare a farci un drink, è dall’inizio della vacanza che ho voglia di provare quei bibitoni con la bottiglia di corona dentro.

Quindi, quando Luca ordina una sangria, io non ho dubbi e ordino gagliarda un Coronarita.

Il cameriere mi guarda con ammirazione e il motivo mi è subito chiaro appena mi porta il mio cocktail….ma che roba è?! Mi arriva una cosa gigante, un bicchierone che avrà avuto 15 cm di diametro e 5 cannucce. 

Mentre io sono sconvolta e mi chiedo come finirò questo affare Luca è li che se la ride.

Ecco, mi dice, è tutta la vacanza che rompi perché vuoi assaggiare sto coso, adesso sarai contenta no??

Lo fulmino e inizio a berlo, ma anche con tutto l’impegno del mondo non riesco ad arrivare a più di metà. Se io, veneta, abituata a Nardini e co. non riesco a finirlo vuol dire che è veramente enorme. 

(Adesso, dopo 2 anni e lo sviluppo di una dipendenza da Margarita, credo che lo finirei eccome!!)

 

san diego coronarita

 

Torniamo in camera e ci prepariamo alla penultima notte in terra americana, con Luca che ancora mi prende in giro per il mio bibitone lasciato a metà e io che gli rispondo dicendogli che allora poteva finirselo lui! 

 

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