Viaggiare non è mai abbastanza.

USA 2016: Diario di viaggio – Day 11

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E’ il giorno di San Francisco e della prigione di Alcatraz.

Partiamo da Yosemite che è da poco sorto il sole, è una giornata splendida . Sarà così anche San Francisco o troveremo la tipica nebbiolina?

Con un atto di fede, o di sconsideratezza, indossiamo pantaloncini e maniche corte e ci sembra di averci preso finchè non arriviamo in prossimità della città.

Dietro di noi un sole strepitoso e davanti minacciosi nuvoloni neri.

La strada però gira e per un po’ ci illudiamo che quel tempaccio non sia dove dobbiamo andare noi.

Arriviamo a Sausalito che è appena uscito il sole e la temperatura è gradevole ma in lontananza vediamo una città completamente avvolta dalla nebbia.

San Francisco non potrebbe accoglierci in modo più caratteristico di così.

 

nebbia san francisco

 

La passeggiata a Sausalito è molto piacevole, si respira proprio un aria rilassata.

E’ ancora presto e i ristoranti sono quasi vuoti quindi ne approfittiamo per un pranzetto anticipato.

Ci sistemiamo su uno dei tavolini esterni e ci mangiamo una pizza discreta finchè guardiamo i poveretti del giro in bicicletta passarci davanti tutti imbacuccati.

Eh si, in città dev’esserci tutt’altra temperatura rispetto a qua. 

Quando ce ne andiamo i ristoranti sono tutti pienissimi, l’idea di anticipare il pranzo è stata ottima.

Andiamo a recuperare la macchina e, visto che una polmonite non è nei nostri piani, ci cambiamo.

Pantaloni lunghi e pail.

Ben vestiti andiamo a vedere il Golden Gate dal molo di fort baker e ci immergiamo completamente nelle nuvole.

 

golden gate nuvole

san francisco fort baker

nebbia golden gate

 

La sosta è breve, fa freddo, c’è un vento pazzesco e noi non vediamo l’ora di risalire in macchina.

Ma quanto sono coraggiosi quelli che fanno il giro in bici sul ponte con questo tempaccio?! Quasi quanto i pazzoidi che vanno a cavallo nel Bryce Canyon insieme ai pinguinii!!  

Percorrere in macchina il golden gate bridge è emozionante. 

Sono talmente incantata che mi dimentico di fare foto ed è Luca a ricordarmelo, ma col cristallo della macchina di mezzo e il tempaccio infame purtroppo non vengono benissimo.

 

macchina golden gate

 

Attraversato il ponte ci dirigiamo al Golden Gate park dove ammiriamo il Conservatory of Flower e proseguiamo passando in Haight Street per raggiungere  Alamo Square.

Parcheggiamo e ci dirigiamo immediatamente verso la collinetta, non vedo l’ora di fare anche io la famosa foto delle Painted Ladies con San Francisco sullo sfondo.

Ecco, se non fossi riuscita a fare questa foto a causa della nebbia me ne sarei fatta una ragione.

E invece no, la piazza è completamente recintata e un cartello gigante ci comunica che stanno lavorando per noi, per rendere la piazza più bella.

No, caro cartello, qui non stanno affatto lavorando per me!!

Io sono qui oggi e a causa tua non potrò godermi questa piazza come hanno fatto tutti prima di me.

Da vera Italiana provo a guardare se c’è un passaggio tra le reti o un buco nella recinzione, insomma qualsiasi cosa che mi permetta di salire più in alto.

Niente da fare, il panorama ce lo scordiamo, ci dobbiamo accontentare delle sette sorelle, tra le nuvole, e pure senza panorama.

Maledetto comune di San Francisco, ma proprio quest’anno dovevi decidere di sistemare sta piazza?! 

La delusione per la piazza chiusa è talmente cocente che non me le fa apprezzare come dovrei anche se sono molto carine.

 

san francisco pantied ladies

 

Arrabbiata con il comune di San Francisco risalgo in auto e imposto il navigatore per fare un breve tour in macchina.

Passiamo davanti al Municipio, dentro Chinatown e per finire arriviamo a Lombard Street, non potevamo esimerci dal percorrerla in macchina.

Andiamo a passo d’uomo, io faccio qualche foto e Luca è felicissimo di poter guidare sulla strada più tortuosa del mondo.

Una volta finita attraversiamo l’incrocio e parcheggiamo, da qui si vede sia Lombard street che la Coit tower, davvero un punto strategico.

Peccato ci siano sempre i soliti cinesi che si piazzano in mezzo e non si schiodano più.

 

lombard street

lombard street san francisco

lombard street

 

La prossima tappa è l’hotel Grant

Facciamo il Check in, Luca va a lasciare la macchina nel parcheggio convenzionato e andiamo a prendere possesso della nostra camera, la numero 407 con una vista strepitosa… il muro.

Ma va bene così, meglio aver la stanza vista muro che non dormire per il rumore della strada.

Tre mesi prima ho prenotato il night tour alla prigione di Alcatraz quindi non perdiamo tempo ed usciamo alla scoperta della città.

Bighelloniamo un po’ ad Union Square e poi andiamo in Market street a prendere il tram della linea F, dei vecchi tram di varie città del mondo ristrutturati e riutilizzati qui a San Fran.

Becchiamo quello di città del Messico e in prossimità del ferry market scendiamo per prendere il munipass per domani.

Sbrigata la pratica saliamo sul tram successivo e becchiamo proprio quello di Milano.

Peccato che, dopo nemmeno 5 metri, il tram si blocchi.

Subito non ci preoccupiamo, poi però, quando i minuti iniziano a scorrere inesorabili e noi siamo ancora li fermi, iniziamo a temere per il nostro tour alla prigione di Alcatraz.

Un locale chiede come mai non ripartiamo e l’autista risponde che c’è un guasto e non sa per quanto staremo fermi.

Ma tutte a noi devono capitare?! Come siamo passati dall’essere in anticipo a rischiare di non arrivare proprio?

A piedi è lunga e probabilmente non faremmo in tempo quindi quando un paio di persone del posto scendono dico a Luca di scendere con loro e di seguirle, sono da qua, avranno una via alternativa no?!

E infatti la mia intuizione è giusta, poco distante c’è una fermata dell’ autobus che arriva dopo 2 minuti e ci lascia proprio davanti al pier 33.

Alcatraz non ti libererai di noi cosi’ facilmente!!  

C’è la fila e, quando riusciamo a salire sul traghetto, decidiamo di non sfidare il freddo e di stare sottocoperta.

Abbiamo maglietta, pail e piumino leggero. Basteranno?? Le nuvole si stanno un po’ aprendo…alla buon ora!!

Arriviamo sull’isola e iniziamo il nostro tour della prigione con l’audioguida in Italiano. Si respira un aria strana, è assurdo ma ho come la sensazione che i vecchi detenuti siano ancora qui.

 

alcatraz san francisco

alcatraz night tour

alcatraz

alcatraz carcere

alcatraz san francisco

alcatraz vista su san francisco

notte alcatraz

prigione alcatraz night tour

alcatraz

 

La visita della prigione è piaciuta tantissimo ad entrambi ma quando è ora di risalire sul traghetto siamo quasi contenti, iniziavamo ad avere davvero freddo.

Appena sbarcati andiamo al pier 39 e, visto che siamo qui, come possiamo non provare il mitico Bubba Gump??

Luca ordina gamberi mentre io, visto che non mi piacciono, ordino pollo.

Errore.

Assaggio i suoi gamberi e sono buonissimi, a casa non piacciono e qui ruberei il piatto a Luca. Altro mistero come quello del Bacon… E’ essere qui che rende tutto più buono??

Anche il mio pollo comunque è buonissimo e ce ne andiamo davvero soddisfatti.

 

bubba gump san francisco

bubba gump pier 39

 

Quando usciamo il pier 39 è quasi deserto e noi siamo stanchi, quindi prendiamo il bus e ce ne torniamo in hotel dove crolliamo subito.

Non sembra ma la giornata, tra la visita della città e della prigione, è stata impegnativa.

Domani riusciremo a vedere San Francisco con il sole?!

 

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