Viaggiare non è mai abbastanza.

USA 2016: Diario di viaggio – Day 9

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Inizialmente il programma di oggi era partire molto presto da Las Vegas e arrivare nella Death Valley in mattinata.

Ringrazio Dio di non averlo fatto. 

La Death Valley mi ha stupito in positivo nonostante, in fase di pianificazione, fosse il parco che mi attirava di meno.

Invece, a sorpresa, i colori dell’alba e del tramonto mi hanno rapita e visitarla è stato davvero emozionante.

Di sicuro aver potuto essere li all’alba è stato il plus, quello che ha reso tutto speciale. Il caldo non ancora asfissiante, la quasi completa solitudine…cose impagabili.

Durante la visita mi è capitato di pensare, mano a mano che il caldo aumentava, a quei poveretti che arrivano in bus a metà giornata. Come possono apprezzarla?! 

Noi invece alle prime luci del sole ci svegliamo e, in men che non si dica, siamo a Zabriskie Point, dove c’è ancora poca gente.

Quando arriviamo il buio ha lasciato il posto alle prime luci del giorno e, per questo, Luca mette il broncio.

“Com’è possibile che mi sia alzato alle 5.30 ed è già così chiaro?!”

Nonostante gli dica che per arrivare con il buio bisognava alzarsi ancora prima lui non sembra convinto, perciò lo lascio stare  e mi dedico alle mie foto. Dopo un po’ per fortuna gli passa e torna del suo solito ottimo umore.

 

guida death valley

alba valle della morte

alba valle della morte

death valley alba

valle della morte alba

 

Quando il sole illumina tutto leviamo le tende e andiamo a  Badwater dove approfittiamo di una panchina per fare colazione. Panini al salame e succo di frutta. Ci sentiamo molto tedeschi in questo momento.   

Ci alziamo, ci guardiamo intorno e…siamo completamente soli, wow!!  

 

badwater sunrise

badwater valle della morte

death valley badwater

death valley badwater

 

Nel frattempo arriva qualcuno e noi ci facciamo fare una foto, quando ci ricapiterà di essere 86 metri sotto il livello del mare alla Death Valley?!

 

alba badwater

 

Andiamo poi a vedere il campo da golf del diavolo (nome azzeccatissimo) e l’artist palette. Ci siamo davvero solo noi, arrivare a quest’ora ha solo vantaggi.

 

devil course death valley

valle della morte campo da golf

 

Ad un certo punto accostiamo e, finchè sono intenta a fare foto, non mi accorgo che Luca sparisce. Ma dove è andato?! 

 

death valley artist palette

valle della morte artist palette

 

Quando riemerge dalla collinetta ha un aria talmente sconsolata che gli chiedo cos’ha. La sua risposta è che è triste perché voleva vedere qualche serpente visto che siamo nella Death Valley ma non ne ha trovato nemmeno uno.

Sono proprio dispiaciuta!!  

Torniamo a Furnace Creek, facciamo il check out, e arriviamo alle Sand Dunes che sono le 9 passate e la temperatura è già aumentata sensibilmente. Qualche foto e poi via verso l’uscita, qui inizia a diventare troppo caldo, meglio scappare di corsa.

 

dune valle della morte

death valley

valle della morte entrata

valle della morte cartello

 

Uscendo dalla Death Valley facciamo la foto di rito, da questo parco mi aspettavo poco e invece mi ha dato tantissimo, un gran bella sorpresa.

La strada per arrivare a Lee Vining è noiosa e sembra essere infinita. Non ci passa davvero più quindi oggi anziché mangiare i soliti panini del supermercato decidiamo di provare Denny’s.

Un po’ dubbiosa per la prima volta assaggio il Bacon… ma è buonissimo!!

Che strano, qui in Italia non mi piace la pancetta, come è possibile mi piaccia il Bacon?!

Una volta finiti i nostri panini giganti ci rimettiamo in strada, passiamo accanto al Mono Lake e, appena parcheggiamo a Bodie, una nuvola copre il sole. Ma che abbiamo, la nuvoletta di Fantozzi?! 

 

california bodie

bodie usa

bodie california

 

La nuvoletta, che nel frattempo è diventata una nuvolona, persiste per tutta la durata della nostra visita. E’ solo quando ce ne stiamo per andare che lascia spuntare un po’ il sole, giusto il tempo di fotografare la chiesetta.

città fantasma bodie

bodie città fantasma

 

E ora ci aspetta il Virginia Creek Settlement e l’orso che, per gran dispiacere di Luca, non vedremo.  

Durante il lungo tragitto in macchina gli ho raccontato che tanti, davanti alla loro stanza del nostro hotel, hanno visto l’orso e ora lui spera di trovarlo fuori dalla nostra camera. Inizio a farmi qualche domanda, prima va a caccia di serpenti, poi spera di incontrare un orso…ma ha istinti suicidi e non l’ho mai scoperto?!

Se ve lo state chiedendo, si, sono riuscita a portarlo a casa sano e salvo!  

Arriviamo e la camera è davvero carinissima, tutta in legno, sembra la tipica baita di montagna.

Visto che siamo in mezzo al nulla decidiamo di mangiare al ristorante dell’hotel e mai scelta fu più azzeccata.

Ordiniamo una pizza, ma facciamo l’errore di ordinarla large…ci arriva una pizza enorme e altissima che basterebbe per 4 persone.  E’ buonissima ma riusciamo a mangiarne circa metà e il resto ce la portiamo via. Di fatto era la nostra prima pizza americana, sbagliando si impara, no?!  

E’ ora di andare a dormire ma vedo che Luca continua a guardare fuori dalla finestra ogni 3 secondi.

Cosa starà facendo?!

Quando glielo chiedo mi dice che OVVIAMENTE sta guardando se vede l’orso…ovviamente!!

Chi non si metterebbe a cercare un orso prima di andare letto?!  E’ una cosa talmente comune!!

Che poi, piacerebbe anche a me vederlo un orso, ma a debita distanza di sicurezza.

Alla fine si rassegna, mi raggiunge e si addormenta con la speranza di incontrarlo domani.

 

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