Viaggiare non è mai abbastanza.

USA 2016: Diario di viaggio – Day 7

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Quando alle 6 suona la sveglia io mi alzo subito mentre luca resta a letto ancora un po’, maledicendosi per avermi proposto una sveglia cosi’ presto.

Ormai però è tardi per cambiare idea quindi raccoglie le forze e a fatica  si alza anche lui. In fondo siamo a Zion, uno dei parchi che aspettava di più, non può certo restare a letto!

Dopo la solita colazione con biscotti succo e caffè siamo pronti a partire, il sole è appena sorto ed è una bellissima giornata, per fortuna!!

Usciamo dalla cabin e cosa ci troviamo davanti, a pochi passi dalla nostra porta? Una tenerissima famiglia di caprioli. Ci avviciniamo senza fare rumore ma non sono per niente spaventati, continuano a mangiare come se noi non ci fossimo.

Luca, quando li vede, fa un sorrisone a 36 denti. Visto caro mio che alzarsi presto serve?!

 

zion animali

caprioli zion

 

Oggi abbiamo deciso di fare il Canyon overlook trail, di ripercorrere la strada di ieri col sole e di fare un pezzettino della riverside walk.

L’ingresso è gratis anche oggi ma, essendo prestissimo, non c’è ancora quasi nessuno. Quando arriviamo al parcheggio del trail infatti lo troviamo praticamente vuoto.

Siamo all’inizio del sentiero quando Luca si blocca, mi guarda serissimo e, sussurrando, mi dice “mi raccomando Giò,  se vogliamo vedere gli animali e non spaventarli dobbiamo camminare con passo felpato e stare in silenzio”.

Due cose semplicissime per me che, come dicevo, ho la silenziosità di un rinoceronte e di mattina sono iperattiva. Siamo proprio uguali io e Luca eh?!  

Siamo soli sul sentiero e l’unico rumore è il cinguettio degli uccelli. E’ bellissimo, leggermente  esposto come piace a noi, e io non posso fare a meno di pensare  a quanto mi mancano le lunghe camminate in montagna.

Ma adesso sono qui, quindi mando via la malinconia e mi godo tutto questo. Sono in America, sono dentro al mio sogno e guardandomi intorno non sento per niente il bisogno di parlare ma solo di godermi questa bellissima passeggiata in silenzio.

E, se a sorpresa tenere la bocca sigillata non è stato un problema, al contrario questo fantomatico passo felpato non è di certo la mia specialità…. Dovrò lavorarci su ancora parecchio!!

 

zion canyon overlook

zion sentieri

zion national park

zion canyon overlook

 

Ed ecco che, finchè camminiamo completamente immersi in quello che ci circonda, sentiamo dei rumori provenire da sopra di noi.

Ma che cosa…? Alziamo la testa ed eccoli, in tutto il loro splendore, 3 stambecchi che sembrano quasi mettersi in posa quando ci vedono. Sono vicinissimi.

Si, svegliarsi alle 6 è stata un idea grandiosa, bravo Luca!

 

animali zion

zion stambecchi

 

Restiamo in ammirazione  finchè l’incanto viene rotto da un gruppo di gallin….di signore di dubbia nazionalità che, vedendoli, iniziano a urlare facendoli scappare.

Poco male, il resto del sentiero ci aspetta. Quando arriviamo in cima purtroppo scopriamo il contro di essere partiti cosi’ presto: una montagna è in mezzo al panorama, o meglio, l’ombra di una montagna.

Le foto, con questa ingombrante presenza nel mezzo, non rendono ma, visto dal vivo, il panorama è ugualmente fantastico.

 

zion canyon overlook trail

zion

 

Cosi’, dopo poche foto e tanti minuti in ammirazione, iniziamo la discesa verso la macchina.

 

zion trail

zion canyon

zion hike

camminata zion

 

Durante la discesa incontriamo qualche altro mattiniero che sta salendo, adesso il parcheggio è pieno e noi lasciamo il nostro posto auto al fortunato che lo troverà.

E’ ora di ripercorrere la strada con il sole e poco traffico,  vista così è ancora meglio del giorno prima!!!!

Quanto è bello questo Zion?!

 

road zion

ut 9 zion

zion ut9

 

Facciamo ritorno al lodge che non è ancora affollato, parcheggiamo e andiamo a prendere la navetta.

La nostra fermata è l’ultima e, durante il tragitto, facciamo amicizia con una coppia di americani che, sentendoci parlare tra noi in dialetto veneto,  esordiscono con un “ Are you Brasilian guys?!!”

Al che ci guardiamo intorno e, quando capiamo che stanno parlando proprio con noi, quasi ci scappa una risata.

Noi? Brasiliani?  La nostra carnagione è tendente al bianco latte, come possono averci scambiati per due brasiliani?!  Insomma, nell’immaginario collettivo, tutto possiamo sembrare tranne che sudamericani! 

Dopo avergli risposto che siamo Italiani e che quello sentito era un dialetto regionale iniziamo una bella chiacchierata, scoprendo che il tipo è da Las Vegas e  insegna arte in una High school.

Quasi ci dispiace quando arriviamo a destinazione. Scendiamo e siamo subito attirati dal fiume e, come le lucertole, dal sole visto che all’ombra fa ancora freschino.

 

zion fiume

 

Ed è quando siamo li, tranquilli e intenti a fare qualche foto, che ci sentiamo chiamare a gran voce da lontano: “Hey Italian friends!!”

E’ il nostro nuovo amico che, quando ci raggiunge, si appropria della mia macchina fotografica e ci dice che le foto ce le fa lui. Dai guys, non potete tornare in Italia senza una foto insieme a Zion!!

La sua allegria è contagiosa e, tra una foto e l’altra, ci ritroviamo con una specie di book fotografico che immortala ogni secondo del nostro mettersi in posa.

Che ridere quando poi guardando le foto abbiamo visto cos’aveva fatto. Chi altri può vantarsi di avere un book fotografico a Zion?!

 

foto zion

zion gio e peruz

 

Nel frattempo ha perso la sua compagna e ci saluta per andarla a cercare.

Che personaggio fortissimo!! Questi americani sono proprio socievoli e simpatici, è una delle cose che più mi resterà impressa di loro.

Adesso però è ora di proseguire e di innamorarci, sempre più, di questo parco.

 

sentiero riverside walk

sentiero zion

 

C’è poca gente ed è tutto molto fiabesco. 

A circa metà strada torniamo indietro, è ora di tornare al lodge.

Sulla via del ritorno facciamo conoscenza con egoscoiattolo, lo scoiattolo più egocentrico del west.

E’girato ma quando vede che sto tentando di fargli una foto si gira e inizia a mettersi in posa, cambiandola continuamente quando vede che cambio inquadratura.

Luca è allibito e mi chiede se quello scoiattolo è mio.

Si, dovete sapere che, nonostante anni insieme, sul cellulare del simpaticone il mio nome non è seguito da cuoricini o salvato con un nomignolo affettuoso. Io sul suo cellulare sono Egogiò…Egogiò!! Ma si può?!

 

giò egostoiattolo

zion scoiattolo

 

Arriviamo allo Zion lodge che sono le 11 passate, il sole splende e adesso inizia a fare caldo.

Per noi è arrivato il momento di caricare i bagagli in auto, fare il check out e mangiare qualcosa. Ci sediamo su un tavolino del bar e ci godiamo ancora un po’ questo parco. Che benessere!!

 

zion lodge

 

A malincuore si parte, questo parco ci è piaciuto tantissimo.

Luca mi dice che Zion è il suo parco preferito, per me è al secondo posto, superato solo dal Grand Canyon.

Potendo saremmo rimasti sicuramente di più ma lo salutiamo con la consapevolezza che, se mai torneremo da queste parti,  una sosta sarà d’obbligo. D’altronde ci abbiamo lasciato un pezzo di cuore, dovremo pur  tornare a riprenderlo prima o poi no?!

 

gio e peruz zion

 

E adesso…Las Vegas arriviamo!!

Per prima cosa si va al noleggio auto dell’aereoporto, è dal secondo giorno che all’accensione dell’auto la spia dell’olio lampeggia e Luca è un po’ preoccupato.

Provo a dirgli che secondo me basta chiamare per sentire se è un problema oppure no, ma lui si sente più tranquillo ad andare la quindi, visto che la mia conoscenza di motori è pari a 0, non protesto e imposto sull’aggeggio malefico l’hertz di Las Vegas.

Vediamo apparire la città come un miraggio in mezzo al deserto, la torre dello stratosphere svetta e già non vediamo l’ora di essere li per vedere se saremmo tra quelli che la amano o che la odiano.

Purtroppo però c’è qualcuno che non è d’accordo con la nostra voglia di arrivare in fretta.

L’aggeggio, giusto per non smentirsi mai, ci incasina la vita e ci fa sbagliare strada in mezzo al traffico di Las Vegas.   

Quando arriviamo scopriamo che qui non è come a Los Angeles, dove i vari rent a car sono separati, ma sono tutti dentro ad un grande centro noleggio. Molto più comodo secondo noi.

Troviamo la Hertz e subito l’addetta all’inizio della fila ci chiede di cosa abbiamo bisogno. Glielo diciamo e  la tipa ci dice che non c’è problema, dall’accensione della spia la macchina ha un autonomia di 5000 miglia prima che sia davvero necessario cambiare l’olio.

Siamo sollevati, non dobbiamo cambiare macchina. Ormai ci siamo affezionati alla nostra compassina e ci sarebbe dispiaciuto doverla abbandonare a metà vacanza.

Ci avviamo quindi verso la zona degli hotel, sono mastodontici!!

 

las vegas new york

 

Il nostro hotel è il mirage, gentile  regalo del gioco myvegas, grazie al quale dormiremo e mangeremo gratis durante tutta la nostra permanenza nella Sin city.

Il mio bottino è stato una notte al mirage, una cena al buffet del MGM (scelto perché l’unico disponibile di domenica sera) e un pranzo al buffet del bellagio.

Quando ho scoperto che avrei potuto prendere solo 3 premi ho provato a convincere Luca a giocare ma, purtroppo, non c’è stato verso. L’ho lusingato dicendogli  dei premi gratis ma, quando ho pensato stesse per cedere, eccolo con un’altra soluzione geniale: darmi la sua password di facebook e far giocare me col suo account.

Ora, se giocare con un account può risultare quasi un passatempo, giocare con due è uno stress pazzesco. Entra, esci, entra, esci.   Menomale che, col mio, avevo quasi raggiunto i loyalty point necessari per prendere i premi che mi interessavano e, ben presto, ho potuto continuare solo con il suo.

Nonostante tutto questo “spinnare” per fortuna sono riuscita a non diventare dipendente dal gioco d’azzardo e ho vinto, col suo account, i due buffet più una cheesecake al mirage.

Visto che abbiamo tutto gratis ci permettiamo un piccolo lusso, il valet parking con facchino per i bagagli. Per soli 8 dollari in più rispetto al self parking ci evitiamo di trascinarci i bagagli in giro per l’hotel dato che ci verranno consegnati direttamente in camera.

Entriamo felici di esserci risparmiati la fatica ma facciamo subito i conti con un’altra dura realtà: la fila al check in.

La coda è lunghissima e Luca mi spedisce a sedere su una panchina visto che stasera non ha alcuna intenzione di portarmi in braccio.

Li, visto che mi sto annoiando,  attacco bottone con la mia vicina di panchina. Quale modo migliore per passare il tempo?! 

Parliamo un bel po’ e capisco tutto, guardare telefilm in americano evidentemente aiuta. Il mio parlato invece è abbastanza pessimo ma, nonostante probabilmente stia parlando a mò di “io Tarzan, tu jane”, ci capiamo.

Tra le tante cose mi racconta che viene a Las Vegas da anni ma, che negli ultimi tempi, secondo lei è peggiorata ed è diventata molto più caotica. Lei comunque la adora e ogni anno festeggia li l’anniversario di matrimonio visto che si è sposata 4 anni prima proprio li.

Mi sta suggerendo di fare lo stesso quando Luca mi chiama, è il nostro turno. La saluto e finalmente prendiamo possesso della nostra stanza, la vista è sul retro ma essendo gratis direi che va più che bene.

L’idea è di andare in piscina ma tra una cosa e l’altra il tempo vola ed è già ora di prepararsi per cena.

Il buffet dell’MGM non è nulla di che, ha la sola utilità di riempire la pancia e l’aria condizionata è talmente alta che si gela.

Quindi mangiamo velocente e in un battibaleno siamo sulla strip, anzi, siamo dentro al Paris dove arriva la monorotaia.

Questo albergo ci è piaciuto tanto e, visto che provo da anni a convincerlo ad andare insieme nella ville lumiere,  Luca se ne esce con la battuta del secolo: “che bello, adesso siamo stati a Parigi e non occorre più che ti porti!! Tanto tu sei già stata e qui è uguale no?!”

“Ma certo caro, è  identico!”  Ormai mi conosce e sa che non mi arrenderò e che prima o poi dovrà portarmici.

Per il momento però è solo contento che nn gli chieda di salire sulla tour eiffel finta visto che, anni prima, sono già salita su quella vera.

Ma prima o poi cederà, se sono riuscita a convincerlo per l’America cosa sarà mai riuscirci per Parigi?! (E adesso, qualche anno dopo, so di avercela fatta!!)

 

tour eiffel las vegas

 

Siamo intenti a guardare la Tour Eiffel che inizia lo spettacolo delle fontane del Bellagio.

Vorremmo attraversare la strip ma farlo in mezzo a una strada a 6 corsie senza attraversamento pedonale non ci sembra il caso.

Guadiamo a destra, poi a sinistra, e ci accorgiamo che le strisce sono in un’altra galassia. Ma siamo nell’unico punto di tutta Las Vegas senza un attraversamento pedonale?! 

Non abbiamo istinti suicidi quindi guardiamo, a malincuore, lo spettacolo da li.

Ci dirigiamo poi al Caesar Palace e ne visitiamo anche l’interno dove, essendo domenica, è stracolmo di gente.

 

las vegas

las vegas hotel

las vegas alloggio

 

Ma quanto sono grandi gli hotel qui?!

I corridoi sembrano non finire più. Iniziamo a essere stanchi e ad avere sete, il nostro corpo ci sta dicendo che è ora di andare alla ruota panoramica dove ci aspetta la cabina con l’open bar.  

 

strada las vegas

las vegas ruota

 

Da veri veneti, quando si è trattato di scegliere tra cabina normale e open bar, non abbiamo avuto dubbi: quest’ultima!

Grazie a un offerta su groupon abbiamo pagato il deal 60$ per due persone, niente male considerando che viene venduto ad un prezzo molto più alto.

Il giro dura mezz’ora e i cocktail sono molto buoni. Peccato solo che il vetro della cabina sia sporchissimo e le foto vengano tutte oscene e con l’alone.

 

panorama ruota las vegas

 

Ormai siamo cotti e come due zombie ci trasciniamo per le strade di Las Vegas.

Abbiamo un unico pensiero in mente: quanto manca al letto?! Quando arriviamo al Mirage ci sembra…un miraggio!!  

E’ tardi e ce ne andiamo a letto stanchi morti e con le gambe distrutte…Ma quanto si cammina a Las Vegas?!

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