Viaggiare non è mai abbastanza.

USA 2016: Diario di viaggio – Day 6

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E’ il 27 di agosto, ti aspetti di restare abbagliata dal sole aprendo le tende,  di uscire in felpa perché fa fresco, di toglierla con il passare delle ore e di goderti quello che è, a detta di tutti, uno dei parchi più belli, il Bryce Canyon.

Ecco, immaginate esattamente il contrario di quanto scritto sopra e avrete la descrizione del nostro 27 di agosto.

Dopo una notte movimentata causa mal di pancia di entrambi  la sveglia ci dice che è ora di alzarsi, è il giorno del Bryce Canyon e del giro a cavallo.

Mangiamo poco e, dopo esserci imbacuccati come due omini michelin, mettiamo il naso fuori dalla porta: si gela!!! Sono le 7.15 e ci diciamo che sicuramente poi la temperatura aumenterà. Il cielo è grigissimo e promette pioggia, non le condizioni ideali per un giro a cavallo in fondo a un Canyon insomma.

Il giro l’abbiamo prenotato una settimana prima di partire, nei nostri programmi c’era il queen garden combinato con il navajo loop, ma, come dicevo all’inizio, la fascite plantare riacutizzata la settimana prima della partenza mi ha fatto pensare di non farcela. Non volendo perdere la possibilità di scendere nel canyon, il cavallo  ci è sembrata l’opzione migliore. E forse lo sarebbe stata davvero se ci fosse stato il sole e una temperatura decente.

Alle 7.30 siamo al bryce lodge da dove parte l’escursione e siamo equipaggiati con scarponi, calzettoni della nonna, pantaloni tecnici da montagna, maglietta della salute, maglia a maniche corte, pail leggero (quello per le escursioni estive per intenderci), k-way e cappellino, giusto per darci l’illusione di tenere la testa al caldo.

Dopo aver parlato con l’istruttore, alle 8 siamo in sella ai nostri cavalli pronti a partire. Prima di salire gli abbiamo detto che è la mia prima volta a cavallo e la seconda di Luca ma questo probabilmente se n’è dimenticato dopo 5 secondi visto che ci mette in fondo alla fila.

Qui ha inizio l’incubo, iniziamo a scendere in fila indiana e il mio cavallo cammina proprio sul bordo del sentiero, poco importa ci sia il burrone sotto, fa freddo e sono talmente spaventata che non ho nemmeno il coraggio di staccare una mano dalle briglie per fare una foto.

Siamo completamente abbandonati a noi stessi, l’istruttore è lontano e potremmo anche finire giù che nemmeno se ne accorgerebbe. Dopo un po’  per fortuna mi rilasso un pochino e riesco a fare qualche foto ma sono abbastanza pessime, d’altronde non ero proprio dello spirito giusto.

 

Bryce canyon cavallo

bryce canyon

Bryce canyon

 

Il tempo sembra non passare più, ho male al sedere, le mani ghiacciate e non vedo l’ora di scendere da questo maledetto cavallo.

A metà percorso ci fermiamo, si va in bagno e si beve un bicchiere d’acqua. Chiedo all’istruttore se io e Luca adesso possiamo stare davanti vicino a lui visto che sono spaventata ma lui praticamente mi ride in faccia…

…”ma sparati” mi verrebbe da dirgli!!

Purtroppo però, non avendo padronanza della lingua, non possiamo protestare più di tanto quindi ci tocca restare ultimi. Vedendo il mio umore nero Luca si offre di fare lui le foto (ecco perché piove!), gli cedo quindi la macchina fotografica e ripartiamo che inizia a piovviginare.

 

bryce canyon cavallo

giro a cavallo bryce canyon

bryce canyon giro a cavallo

bryce canyon

 

E’ sempre più freddo e rimpiangiamo amaramente i nostri grossi pail da snowboard rimasti nell’armadio. A dire il vero non rimpiangiamo solo quelli ma anche guanti e berretto di lana…siamo presi proprio male, vero?!

Quando il giro finisce esultiamo, ma cosa mi è venuto in mente di fare 3 ore a cavallo?!  Mi strozzerei da sola. Ho male al sedere, cammino con le gambe larghe e sto per trasformarmi in un ghiacciolo con gli arti. Esperienza da incorniciare direi!

Dopo non averci mai considerati l’istruttore viene ad aiutarmi a scendere, per quale motivo direte?! Ma per la mancia, ovvio!! Beh caro, se pensi che dopo questa esperienza infernale io ti dia anche la mancia ti sbagli di grosso.

Ce ne andiamo con una cosa soltanto in mente: una rigenerante e lunghissima doccia calda visto che sono le 11 e la macchina ci dice che  sono 7 gradi. 7 gradi!!

Dopo la doccia sono una donna rinata.

Facciamo i bagagli, andiamo a mangiare qualcosa al fast food del ruby’s inn e decidiamo di andare a vedere il Bryce dai View Point. Nel frattempo continua a piovere quindi il k-way è ancora d’obbligo.

 

pioggia bryce canyon

bryce canyon sotto la pioggia

 

Nonostante la pioggia ho apprezzato di più il parco da qui che dall’interno, è strano lo so ma, se non si è capito, ho davvero odiato il giro a cavallo. E’ stata la mezza giornata più brutta dell’intera vacanza e, ne io ne il mio sedere ammaccato dalla sella, vogliamo più sentir parlare di cavalli per molto, molto tempo.

Come si riesce a  risollevare una giornata partita così male?!  Sembra impossibile  e invece si può se la tappa successiva è Zion.  E’ stato amore a prima vista, nonostante fosse nuvoloso e arrivassimo da un inizio di giornata pessimo questo parco ci ha rapiti. 

D’altronde, se arrivando percorri una strada così, come fai a non innamorarti?!

 

strada Zion National park

strada zion

zion ut9

zion strada rossa

 

Il cielo inizia ad aprirsi e quando usciamo dal traffico della strada principale per entrare in quella percorribile solo dalle navette siamo estasiati, il classico colpo di fulmine.

 

jeep zion

zion national park

zion entrata

zion italiano

 

Luca ha lasciato carta bianca a me quasi su tutto ma qui l’hotel lo ha scelto lui, lo Zion lodge. Devo ammettere che ero un po’ dubbiosa visto che Springdale  era molto vicina con alloggi a prezzi molto più bassi ma col senno di poi sono stata contentissima di aver fatto questa “pazzia”. 

Grazie all’alloggio nel parco possiamo arrivare in macchina fino allo Zion lodge, una gran fortuna visto che a causa dell’entrata gratis nei parchi le navette da Springdale sono stracolme.

Facciamo il check in e prendiamo possesso della nostra cabin. Ovviamente quale  se non l’ultima in fondo?!   La camera ci fa subito una buonissima impressione, è molto carina e ha anche il caminetto (non che ci serva, non siamo mica al bryce al freddo e al gelo).

C’è solo un problema, abbiamo prenotato una double credendo ci fossero due letti queen e invece ci troviamo davanti a due letti di una piazza e mezza ciascuno.

Quando Luca vede i letti mi guarda e mi dice che sono strettissimi. Vabbè, gli rispondo io, sono stretti, mica corti, ci stai perfettamente anche se sei un gigante!! E poi… vorrà dire che dormiremo vicini vicini no?! 

Lui a questo punto mi guarda, guarda i letti, poi mi fissa di nuovo serissimo e se ne esce con “maaaa…io avrei un’altra idea… se invece dormissimo io in un letto e tu in un altro?!” Lo guardo per un attimo, sta scherzando vero?!

Non lo scoprirò mai perché, dopo qualche minaccia amorevole, l’idea di dormire in 2 letti separati non lo sfiora più.

E’ ormai sera, per cena abbiamo prenotato il ristorante del lodge e ,dirigendoci dalla cabin al ristorante, ci sediamo su una panchina. Non è ancora buio ma Il parco adesso è quasi vuoto e si respira un aria di pace incredibile. Dobbiamo proprio alzarci da questa panchina? La stomaco brontolante ci dice che si, dobbiamo proprio.

Arriviamo al ristorante, ci fanno accomodare e ordiniamo.  Bisonte per Luca e controfiletto ai mirtilli e pere per me. Il mio controfiletto è spettacolare,  si scioglie in bocca ed è tenerissimo e saporito. Anche il piatto di Luca è molto buono e questa cena vince senza dubbio il premio di miglior cena di tutta la vacanza.

Quando usciamo è buio e c’è pochissima gente in giro, l’illuminazione è molto bassa e c’è un’atmosfera particolare, resa incantata da un prato pieno di caprioli incuranti di essere guardati dai fortunati presenti.

Ci sediamo di nuovo sulla nostra panchina e rimaniamo li a guardarli in silenzio per qualche minuto.

Ma quanto si sta bene qui?  

Dopo un po’ Luca mi lascia a bocca aperta, mi propone di svegliarci alle 6 l’indomani così da essere presto sul sentiero e riuscire a vedere qualche animale.

Incredibile, il mio dormiglione che mi propone di svegliarci cosi’ presto?!  Eh no, non può far piovere di nuovo!! Praticamente l’ho dovuto buttare giù dal letto tutte le mattine e adesso è lui a propormi di alzarci prima?! Mi do un pizzicotto per vedere se sto sognando e, prima che cambi idea, gli dico subito di si. 

Si è fatto tardi e ci avviamo a piedi verso la nostra cabin, mettiamo la sveglia e andiamo a letto. Il mio ultimo pensiero prima di addormentarmi è sicuramente impopolare ma per me Zion batte Bryce 10 a 0!!

 

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