Viaggiare non è mai abbastanza.

USA 2016: Diario di viaggio – Day 5

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Per la prima volta, durante la vacanza, apro gli occhi insieme a Luca e il suono della sveglia è quasi un rumore soave, significa che finalmente mi sono svegliata a un orario decente. Non ci credo ancora, sono alla Monument Valley!!

Sono le 6.20 e in un secondo sono sul balconcino in pigiama. Un attimo dopo, però, devo rientrare e mettere una felpa visto che fa abbastanza fresco.

Ma quanto è bello poter vedere l’alba alla monument valley in pigiama?!

Dopo 5 minuti mi raggiunge anche Luca e, per me che sono una romanticona, guardare insieme il sole sorgere è bellissimo. Il simpaticone invece mi dice che sarebbe bellissimo se non ci fosse il terzo incomodo: la mia macchinetta fotografica.

Eh no caro mio, ti devi rassegnare. Non si può essere qui, con queste immagini da cartolina negli occhi, e non fare milioni di foto!!

 

Alba monument valley

monument valley alba

monument valley diario

alba monument valley

monument valley sunrise

 

Quando il sole sorge restiamo in contemplazione ancora per un pò, poi tiriamo fuori biscotti e succo di frutta e ci facciamo caffè e the caldo.

Oggi il tempo ci aiuta e la colazione sul balconcino è d’obbligo. Quando ci ricapiterà di fare colazione con un panorama così?!

Quasi ci dispiace dover lasciare la stanza e il nostro balconcino ma lo sterrato della Monument Valley ci aspetta. Facciamo quindi i bagagli, il check out e partiamo.

E’ presto e c’è ancora poca gente. Il tempo è magnifico, c’è giusto qualche nuvoletta che la rende ancora più scenografica, cosa vuoi di più dalla vita?!

 

monument valley

monument valley

monument valley

monument valley

monument valley

monument valley

monument valley

monument valley

 

Il giro dura circa 2 ore e mezza facendo un milione di soste, è impossibile non volersi fermare dappertutto.

Perfino Luca, che come avrete capito ha un amore smisurato verso la mia macchinetta fotografica, continua a chiedermi se voglio fermarmi per fotografare. Incredibile!!

Gli dico “attento, guarda che se continui così fai piovere” e purtroppo la mia frase sarà profetica per il pomeriggio e il giorno dopo: ha fatto piovere davvero.

Usciamo dallo sterrato soddisfatti, la Monument Valley è piaciuta tanto a entrambi, sia con il sole che la sera prima. Anche con il brutto tempo ha quel fascino che non so spiegare.

La nostra destinazione ora è il Bryce Canyon passando per la UT 12.

Luca è un appassionato di strade e questa tappa l’ha decisa lui a discapito della Valley of the Gods di cui tanto avevo letto. Il sole splende in cielo e lui è ignaro di quello che lo aspetta a breve, la famosa strada di Forrest Gump.

Io voglio mantenere la sorpresa quindi non dico nulla, voglio che resti senza parol….ma come?! Cosa vedo all’orizzonte?! Lavori in corso???? Nooooooo!!!!! Non è possibile, in mezzo alla strada, si, proprio quella strada, stanno facendo dei lavori. Uccidetemi.

 

monument valley lavori

 

Ma sempre quando arriviamo noi ci deve essere qualcosa?! Non mi rassegno a portare a casa una foto del genere quindi costringo Luca, a cui nel frattempo avevo rivelato che strada è, a cercare uno spiazzo, girarsi e tornare indietro.

Dopo qualche protesta cede e troviamo uno spiazzo per girarci, fortuna vuole che sia proprio questo spiazzo

 

monument valley forrest gump

 

Ci giriamo e, dopo aver aspettato 10 minuti la pilot car, finalmente passiamo i lavori e vedo uno spiazzo sulla destra. E’ Lui! Ci fermiamo e scendiamo dalla macchina, adesso anche Luca si ricrede, abbiamo fatto proprio bene a tornare indietro.

E’ proprio come si vede nei film, anzi, è molto meglio!! C’è ancora qualche birillo arancione di troppo ma basta fare finta di non vederlo.

 

monument valley

 

“Allora, abbiamo fatto bene o no a tornare indietro?! “ Luca ammette che stavolta avevo ragione ma puntualizza che d’altronde non può sempre avere ragione lui…sempre il solito.

Dopo tutto questo tran-tran non possono certo mancare le foto di rito, con quello sfondo non possono venire brutte nemmeno volendo!!

 

monument valley

monument valley jump

 

Risaliamo in macchina, ci fermiamo al primo distributore e poi via verso quella che, non a caso, è definita una delle strade più belle d’America.

Luca adora guidare ma visto che oggi la tappa è parecchio lunga mi offro di guidare anche io, speriamo di non fare danni!

Troviamo quindi uno spiazzo dove mi spiega il cambio automatico che non avevo mai utilizzato. Sono un po’ spaventata ma mi accorgo che in realtà è semplicissimo, basta dimenticarsi di avere il piede sinistro. Si parte!!

 

UT 95

UT 95

UT 95

UT 95

UT 95

 

Dobbiamo ancora arrivare sulla UT 12 e già la strada è magnifica.

Purtroppo per noi però il tempo inizia a cambiare, lasciamo il sole alle nostre spalle e entriamo sempre di più nel grigiore delle nuvole.

La strada però riesce a essere bella anche con questo tempaccio, ne siamo completamente rapiti e non abbiamo dubbi, è la strada più bella mai percorsa.

Nel frattempo Luca è tornato alla guida e, improvvisamente, sente la macchina scivolare sul ghiaccio…ma cos’è?! E’ Grandine!! Siamo increduli, un attimo prima c’era il sole e adesso la strada è piena di ghiaccio, l’abbiamo scampata per un pelo!

 

grandine ut 12

 

Poco più avanti ci fermiamo in un vista point e qui scopro che gli americani mettono bagni ovunque e sono incredibilmente puliti. Proprio come in Italia, vero?!

Sono quasi le 15.30 e abbiamo fame ma di un bar nemmeno l’ombra, siamo nel nulla cosmico. Ricicliamo quindi il pane del giorno prima e dell’affettato avanzato e ci facciamo due paninetti, dobbiamo stare leggeri, stasera c’è la t-bone del Ruby’s.

Scolliniamo a 3000 e passa metri senza nemmeno accorgercene e notiamo che ci sono vista point dappertutto.

 

ut 12

 

Ci diciamo che qui sono veramente bravi a valorizzare quello che hanno, in Italia invece abbiamo cose bellissime che spessissimo vengono poco valorizzate.

Non c’è dubbio, su questo (e anche su quantità e qualità dei bagni pubblici) gli americani sono anni luce avanti a noi.

Arriviamo al Ruby’s inn sotto una pioggia scrosciante, facciamo il check in e ci mandano in un altro stato.

Ovviamente dove potevamo essere se non nell’edificio più lontano dal complesso principale? Vabbè, almeno speriamo di essere al piano terra… e invece no, siamo al primo piano, c’era bisogno di dirlo?!

Quando apriamo la porta troviamo una double queen al posto della king prenotata ma non abbiamo voglia di tornare alla reception per cambiarla quindi decidiamo di tenerci quella, in fondo va più che bene se escludiamo i gradini con le valige che ormai abbiamo già fatto.

Del tramonto non se ne parla nemmeno stasera. Il cielo è nerissimo, piove e c’è un vento che se non stai attento ti porta via. Clima perfetto no? Speriamo domani migliori.

Ci riposiamo un pò, mi cambio e quando mi tolgo i pantaloncini strabuzzo gli occhi: sono strappati. Non un piccolo buchino di lato, non un piccolo strappetto davanti. Dove altro potrebbero aver fatto crack se non proprio dietro?! Cioè, ma davvero io sono andata in giro tutto il giorno con uno strappo ENORME sul sedere?!

Vado da Luca e glieli sventolo davanti: “ma dirmi che avevo un buco gigantesco sui pantaloni ti pareva brutto?!” lui mi guarda innocentemente e mi risponde “giuro che non l’ho visto!! Hai voluto fare la splendida e fare la foto col salto alla Monument?! Ecco cosa succede!!”

Lo picchio affettuosamente e alle 7 in punto siamo davanti al ristorante, non abbiamo nessuna intenzione di fare la fila visto che il tramonto non c’è. Qui non abbiamo bisogno di scegliere, ho raccontato a Luca di questa leggendaria t-bone e non ha dubbi nemmeno lui. Arriva e…

 

fiorentina bryce canyon

 

…finisce troppo presto!! Giuro che è talmente buona che me ne mangerei un’altra, la cottura rare era perfetta, al sangue come piace a me…che bontà!!

Finchè stiamo mangiando i nostri vicini di tavolo appena arrivati ci chiedono in inglese che cos’è per poi scoprire che siamo italiani come loro.

Una volta finita la bistecca iniziamo una bella chiacchierata, sono simpatici e ci raccontano che loro stanno facendo il giro inverso e che a San Francisco si sono ghiacciati. Il giorno dopo sarebbero andati a Page ma, quando gli nomino l’Antelope Canyon, non sanno proprio di cosa sto parlando.

Gli mostro le foto e sono estasiati ma ci dicono che l’agenzia non gli ha detto assolutamente niente di questo posto. Consiglio loro di fare un tentativo al lower e spero abbiano fortuna. Dopo una buona mezz’ora (Luca mi ha chiesto se ero in astinenza da chiacchiere) e una cheescake alla fragola li salutiamo e andiamo a vedere l’hotel, caratteristico e molto carino.

E’ ora di andare a letto, domani ci aspetta l’incub…il giro a cavallo. Le previsioni sono pessime ma non ci scoraggiamo, sarà bello lo stesso!! (che poveri illusi..)

 

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