Viaggiare non è mai abbastanza.

USA 2016: Diario di viaggio – Day 4

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La sveglia è impostata alle 6.30 ma, come al solito, mi sveglio molto prima. Stavolta però, visto che siamo andati a letto come le galline, sono davvero riposata quando apro gli occhi.

Guardo il cellulare, sono le 4.30.

Resto a rimuginare un po’ e alle 4.45 tolgo le coperte e scendo dal letto, ho preso la mia decisione: sono al Grand Canyon, sono sveglia….col cavolo che mi perdo l’alba!!

Inizio a vestirmi tentando di fare piano per non svegliare Luca ma, visto che sono silenziosa come un rinoceronte in movimento, lui mi sente e mi chiede cosa sto facendo. Gli dico che visto la mia sveglia anticipata vado a vedere l’alba e azzardo un “vuoi venire anche tu?”  ma lui, che è ancora mezzo addormentato (diciamo pure tutto), mi risponde che non ci pensa proprio. Mi raccomanda di non schiantarmi da qualche parte visto che fuori è buio pesto e riprende a dormire.

Alle 5  esco dalla cabin che non c’è un anima in giro, vado a prendere il k-way in macchina e scioccamente mi dimentico di riportare le chiavi nella cabin e me le tengo in tasca.

Mi faccio luce con il cellulare e arrivo alla fermata dove sono sola. Vedo solo qualcuno aspettare a quella affianco ma io ho deciso che voglio andare a Yaki point, mi ha troppo colpita il giorno prima. Al visitor center cambio autobus (anche questo quasi vuoto) e arriviamo in un attimo a destinazione.

Sono la prima della fila e, quando sto per scendere, l’autista mi dice di non andare dove vanno tutti quando scendono ma un po’ più indietro. Io capisco pan per polenta perciò faccio dietrofront e quasi mi schianto sulla persona dietro di me per dirigermi verso la porta posteriore e scendere dall’autobus da li.

Ovviamente a questo punto lui capisce che non sono americana e che ho travisato le sue parole. Ridendo mi dice che il suo era un consiglio legato all’alba, che posso tranquillamente scendere dalla porta davanti….. Bravissima, mi dico, perchè aspettare  se puoi iniziare di prima mattina con le figure di m…? 

Con le guance in  fiamme scendo (dalla porta davanti) e il suo consiglio si rivela davvero ottimo, trovo un posticino fantastico e mi gusto quella che definirei, senza dubbio, l’alba più bella della mia vita.

 

alba gc

grand canyon sunrise

sunrise gc

alba gc

 

Il tempo passa e io sono come ipnotizzata, non c’è nessuno intorno a me e lo spettacolo che sto vedendo è di quelli che ti ricordi per sempre.

Provo ad immortalare il momento facendomi un improbabile selfie che non pubblico per evitare di spaventare qualcuno. Sono fortunata e in quel momento arriva un giapponese che si offre di farmi una foto visto che ha la mia stessa macchinetta fotografica. Accetto, un po’ stupita di tanta gentilezza, e per la prima volta in questo viaggio un estraneo mi fa una foto davvero bella.

alba viaggia di più

Lo ringrazio e a quel punto sento il rumore inconfondibile della navetta in arrivo, mi alzo e corro a prenderla, è già tardi e oggi abbiamo un appuntamento imperdibile: l’Antelope canyon.

Becco le navette più lente della storia del Grand Canyon e arrivo in camera in ritardissimo, sono quasi le 7.30 e dobbiamo ancora caricare tutto in macchina visto che mi sono portata via le chiavi.

Luca è già pronto e bello pimpante. Finchè chiudo le valige e mangio due biscotti al volo gli racconto della mia bellissima alba e lui, non invidiandomi nemmeno un po’,  mi racconta di quanto è stata riposante la sua dormita.

Facciamo il check out e alle 7.45 partiamo con l’intenzione di fare una breve sosta a Desert View per poi dirigerci a Page, dove abbiamo prenotato per le 10.50 il tour al Lower Antelope canyon.

Capiamo subito che la sosta a Desert View è destinata a saltare ma il vero dramma (almeno per me) inizia quando imposto il navigatore  e segna come ora di arrivo le 11. Ma come?!?  Sono sicura ci vogliano poco meno di due ore e mezza per andare a Page e quindi all’Antelope.

Apro il mio travel book e controllo, c’è anche la cartina di google maps, ed effettivamente anche li c’è scritto che ci vogliono 2 ore e 28.

Vabbè, sarà questo aggeggio idiota, meglio controllare sul navigatore del cellulare: anche lui mi segna l’arrivo alle 11 e io finisco in una bolla di paranoie. Mi chiedo come posso aver sbagliato in pieno su una cosa di così vitale importanza come il tragitto dal Grand Canyon a Page (si, per me in quel momento era VITALE…), per colpa mia adesso perderemo il tour all’Antelope.

Luca tenta di calmarmi ma non ci riesce, accelera, e io ho la testa talmente tra le  nuvole che quasi non me ne accorgo.

ll navigatore adesso segna l’arrivo alle 10.50, l’ora in cui dovrebbe iniziare il nostro tour. In me si riaccende un barlume di speranza, magari ci fanno entrare anche se non arriviamo nei 20 minuti di anticipo raccomandati.

Voglio chiamare per avvisarli del ritardo ma il mio cellulare non prende, chiedo quindi a Luca di guardare il suo. In quel momento mi accorgo che gli orari sui nostri cellulari sono diversi, il mio segna le 10 mentre il suo le 9. Guardo il navigatore e anche lui segna le 10.

Chiedo a Luca di darmi un attimo anche il telefono del lavoro e anche quello segna le 9. Per qualche secondo non capiamo, poi si accende la lampadina: Il mio cellulare e l’aggeggio malefico non si sa perché hanno preso l’orario dello Utah e sono un ora avanti, ecco perché segnano l’arrivo alle 11. Page però è in Arizona quindi sono i telefoni di Luca ad avere ragione.

Dentro di me inizio a fare le capriole. Sono le 9, non siamo in ritardo, il tour all’Antelope è salvo!!

Dei nuvoloni minacciosi iniziano però ad apparire all’orizzonte e inizio di nuovo a temere di non riuscire a fare il tour. Ma allora è una congiura!! 

Arriviamo alle 10 con una nuvolona nera sopra la testa e, finchè Luca parcheggia, non sapendo quanto reggerà ancora il tempo,  mi fiondo allo sportello e chiedo se  per caso hanno posto prima. Il caso vuole che si siano liberati 2 posti per il tour delle 10.10 quindi il tempo di mettere  gli scarponi ai piedi e siamo in partenza.

La nostra guida sembra simpatica ma capiamo metà di quello che dice tanto parla veloce. Ci dice che deve tenere d’occhio la nuvola nera perché ci sono stati degli incidenti mortali e ci racconta del gruppo di turisti francesi morti annegati. Molto rassicurante direi!!

Ci avviciniamo sempre di più all’entrata dell’Antelope Canyon, il paesaggio è rosso fuoco. Scendiamo giù per la scaletta e finalmente ci siamo. Abbiamo veramente temuto di non riuscire a vederlo  e sarebbe stato davvero un peccato visto quello che ci si presenta davanti.

lower antelope

antelope canyon

antelope viaggia di piu

lower antelope scala

lower antelope fasci di luce

antelope viaggia di più

Il giro dura quasi due ore e riusciamo a vedere i fasci di luce, cosa volere di più?! Io, giusto per non farmi mancare nulla e portare a casa un bernoccolo ricordo, mi schianto un paio di volte contro la roccia mentre sono intenta a fare foto, ma si può?!

L’Antelope ci piace molto, è un’esperienza unica. Luca in particolare è entusiasta, a lui piace addirittura più del Grand Canyon.

Risaliamo in macchina con lo stomaco che brontola,  è mezzogiorno e ci dirigiamo in uno dei supermercati di Page, la città delle chiese. Ce ne sono tantissime!

Scegliamo il safeway per la presenza di tavolini all’aperto, prendiamo al solito pane e affettati e ci facciamo due grossi panini bevendo due coche fresche. Il tempo è incerto e abbiamo appena finito di mangiare che inizia a piovviginare.

In direzione dell’horseshoe bend però il meteo sembra essere ancora decente. Saliamo quindi sulla nostra jeep e in men che non si dica siamo già sul sentiero che ci porterà a vedere quest’altra meraviglia della natura.

Abbiamo appena scollinato che esce il sole, quando lo vedo metto il turbo nonostante i miei piedi siano al limite, e arriviamo che c’è ancora.

Evviva, ce l’abbiamo fatta a vederlo baciato dal sole!!

horseshoe diario gio

Qualche minuto e se ne va, lo spettacolo che vediamo con il cattivo tempo però direi che non è male per niente!!

horseshoe

Ci stupisce vedere che alla base dell’horseshoe c’è qualcuno che sta chiaramente campeggiando, sono arrivati li solamente grazie a delle canoe.

campeggio horseshoe

Il tempo continua a peggiorare e Luca teme di dovermi prendere in braccio perché non sento più i piedi. Alla fine per fortuna riusciamo ad arrivare in macchina asciutti e ognuno sulle proprie gambe. Prendo un antiinfiammatorio e dopo un po’ inizio a stare meglio, per fortuna!

La giornata però non è ancora finita, si va a vedere il lago Powell passando per la diga.

lago powell diga

Dappertutto intorno a noi piove ma quando arriviamo all’ingresso del Glen canyon dobbiamo ancora prendere una goccia d’acqua.

La ranger all’ingresso sembra un top model e ci dice che oggi l’ingresso è gratuito e di goderci il parco.

Anticipando la battuta di Luca gli chiedo se vuole rimanere dentro alla casetta insieme alla ranger. Lui mi risponde che ci ha fatto un pensierino e io gli chiedo com’è possibile visto che sbandiera sempre ai 4 venti che a lui piacciono le more e questa era biondissima. Lui, ridendo, mi dice che io e la ranger siamo le uniche 2 eccezioni che confermano la regola e che dovrei sentirmi fortunata  per questo. Ma quanto è dolce?!

Facciamo un giretto senza quasi mai scendere dalla macchina, anche il lago Powell non ci delude ma un passaggio veloce qui è più che sufficiente.

powell lake rain

Ci rimettiamo quindi in marcia verso la nostra destinazione finale di oggi, la Monument Valley. La pioggia adesso colpisce anche noi, d’altronde non poteva continuare a girarci intorno per sempre.

ciminiera page

Per strada ci sembra di essere finiti su d-max, troviamo una di quelle cose che solo in America: il trasporto di case su camion. Una è completamente ricoperta di cellofan, l’altra invece si vede benissimo e riusciamo a fare una foto.

usa case mobili

Arriviamo alla Monument Valley sotto il diluvio universale. Entriamo, facciamo il check in al The View, e prendiamo possesso della nostra double queen room.

Non abbiamo avuto dubbi, abbiamo scelto il The View e ne siamo rimasti più che soddisfatti. Vale ogni dollaro speso, dormire dentro la monument Valley non ha prezzo.

stanza the view

Qui non resisto, entro in camera e esco immediatamente sul balconcino per vedere finalmente questo luogo su cui nutro un sacco di aspettative. Ha smesso di piovere ma questa sera il tramonto non s’ha da fare, il cielo non ha alcuna intenzione di aprirsi e la Monument Valley si presenta così:

monument valley

Wow!! E’ stupenda anche col cattivo tempo, cosa dev’essere con il sole?! Non vedo l’ora arrivi domani mattina per scoprirlo!!

L’intenzione era mangiare una cenetta fai da te sul balconcino della nostra camera ma visto il clima ripieghiamo sul ristorante dell’hotel. Qui facciamo fatica a capire cosa siano le pietanze sul menu’ quindi scegliamo e speriamo che vada tutto bene.

A luca arriva una bistecca con una strana salsa sopra mentre a me consegnano una zuppetta verdognola. Non me ne accorgo ma devo fare davvero una faccia schifata visto che il cameriere mi chiede subito se c’è qualcosa che non va.

Ovviamente gli dico che va tutto bene, mica è colpa loro se noi non siamo riusciti a decifrare il menu’.  Il piatto della casa, che pensavamo essere pollo con jalapenjo, è in realtà una zuppa piccantissima con pezzetti di pollo, qualche pezzettino di patata e tante verdure. Io non mangio minestra nemmeno a casa, immaginate la mia faccia quando me la sono vista arrivare

Luca vede che continuo a guardarla di traverso e capendo che avrei mangiato solo 3 pezzetti di pollo e due patate mi propone di scambiarci i piatti. Gli chiedo se è sicuro e quando mi dice di si accetto promettendogli di dargli metà bistecca una volta finita la minestra.

Lui ama il piccante ma mi dice che questa è davvero forte, per dimostrarmelo mi fa assaggiare una patata. Rischio di andare a fuoco e devo berci dietro un litro d’acqua, sono rossa come un peperone e lui se la ride.

Cosi’, tra una risata e l’altra, andiamo a pagare il conto e poi a letto.

Il cielo è ancora nuvoloso ma ho guardato il meteo e il giorno dopo mettono sole.

Domani ci alzeremo entrambi per vedere l’alba alla Monument Valley. Puntiamo quindi la sveglia alle 6.20, ho ancora negli occhi quella al Grand Canyon e non vedo l’ora di vedere anche questa!

 

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